Poi, con calma, dovrei aggiornare anche le pagine del sito…

Preso com’ero dalla stampa 3D, ma anche dal retrogaming/dal lavoro/dalla vita personale e familiare, ho lasciato andare un bel po’ il sito; non solo non l’ho aggiornato in termini di post ma, soprattutto, non ho aggiornato per niente le varie pagine relative al mio impianto principale, all’impianto desktop, alla collezione di dischi e, inoltre, non ho creato la pagina relativa al secondo impianto stereo che c’è in casa che, probabilmente, è quello più “movimentato” di tutti. Ma dovrei aver raggiunto per davvero una quadra.

Ho anche, forse, trovato un modo per fare delle recensioni comparative sugli amplificatori cuffia e, ora che ne ho in casa quattro di un certo livello, potrei provare a ritagliare del tempo per fare qualche esperimento e validare il sistema. Se tutto va come spero vada, notare il spero, penso proprio che potrei prenderci gusto e rendere un servizio utile alla nostra comunità di gente strana che ascolta in cuffia (ma non solo).
L’obiettivo è quello di fare in modo di creare un setup che mi consenta di mettere a confronto, più o meno direttamente, almeno due amplificatori in contemporanea e farmi anche un’idea della validità delle spese che ho fatto: si, partirei confrontando direttamente i quattro amplificatori che attualmente ho in casa (tutti, manco a dirlo, a marchio Schiit – un giorno mi deciderò a prendere in considerazione anche i vari “marchi cinesi del momento” come Topping e SMSL. Poi ci sarebbe il mio “sogno proibito”, più per impatto scenico che altro, da quando lo vidi al Munich Hi End: il Copland DAC215)

Vabbé, come al solito ho messo quintali di carne al fuoco e tenderò a dimenticarmene ma… Devo provarci a sistemare tutto!

E quindi è arrivato Wotan… Ma non solo lui.

Quest articolo è rimasto sospeso come bozza per due mesi ormai… Direi che è il caso di riprendere in mano il sito e aggiornare un po’ la situazione generale.

Ebbene si: da qualche giorno, un paio di mesi ormai, sono diventato uno dei pochi italiani, forse l’unico?, ad avere un Wotan a valle delle elettroniche.
E non potrei essere più soddisfatto dell’acquisto.

Ho fatto pochi ascolti, devo ammetterlo, perché in questi giorni di ferie sono stato parecchio fuori casa e ho avuto altre priorità; quei pochi ascolti che ho fatto, però, sono sempre stati una riscoperta e una rivelazione. Non vorrei scendere nel banale del “ho sentito cose che non avevo mai sentito”, anche perché non sarebbe del tutto vero, ma posso tranquillamente dire che non ho mai sentito il mio impianto con così tanta dinamica e contrasto già a basso volume… E non ho nemmeno mai avvertito tanto distintamente la separazione tra gli strumenti e un posizionamento tanto stabile e definito.
Rispetto ad Aegir 2 la scena non è né più ampia né più profonda; semplicemente il messaggio sonoro è meno congestionato e più intelleggibile. Questo nonostante i muscoli e la grinta che Wotan è in grado di sfoderare quando richiesto.

Eseguire un confronto diretto tra i due, senza intervenire pesantemente sul volume, è praticamente impossibile perché la differenza, in termini di guadagno, è prossima al 10:1 ma la differenza tra i due è davvero maggiore del previsto… Se avessi ancora Vidar 2 qui con me credo che il confronto sarebbe ancora più impietoso per molti aspetti.

La cosa che più mi stupisce, però, non è tanto quanto buono sia Wotan (devo ancora metterlo alla prova fino in fondo – l’ho fatto); ciò che non riesco a comprendere è come suonerebbero due Tyr…
E mi chiedo anche: ma davvero ha senso andare a spendere anche “solo” il doppio per portarsi a casa un altro finale di un marchio più noto, più “bello” ed accattivante se lo scopo è davvero quello di ascoltare Musica nel miglior modo possibile?

Ho sempre apprezzato Schiit perché ho sempre trovato le loro elettroniche un’ottimo antipasto di quello che potrebbe essere il mondo dell’high end ma… Ora, con Wotan a valle di Kara, Yggy e Skoll mi chiedo: le mie elettroniche sono davvero tanto distanti da quelle considerate come High End?

Le altre novità del bimestre:

Non mi sono fermato solo al Wotan… Ho anche portato a casa un Jotunheim 2 (con modulo multibit, un Modius E e in arrivo c’è un Midgard.
Non contento ho anche opzionato un Asgard X (potenzialmente con modulo Mesh).
Probabilmente vi chiederete il perché di tutto questo e la risposta è semplice:
Il Jotunheim OG, insieme a Bifrost 2/64 erano “finiti” nel secondo impianto e sul desktop erano tornati in funzione Modi+ e Magni+ che, lo ammetto, sono due ottimi giocattolini però… Volevo pulire la scrivania e togliere dalla vista l’alimentatore esterno del Magni+ e quindi è partita la caccia.

Scenderò nei dettagli in un altro momento per ora, vi avviso, l’idea è quella togliere un po’ di carne al fuoco e vedere di riprendere davvero a sfruttare il sito.

Il mio primo modello 3D

Sarò sincero: da quando mi è arrivato il secondo Rekkr, il Natale scorso, ho sempre avuto voglia di utilizzarli in configurazione mono ma sono sempre stato frenato dal fatto che, in tale modalità, Schiit sconsiglia di impilarli per evitare di incorrere in problemi legati alla protezione termica dei dispositivi (quello sotto “cuoce” quello sopra che, di contro, non permette una corretta dissipazione del calore di quello sotto – un cane che si morde la coda).

Se credete che sto essendo pessimista… Ho provato: li ho utilizzati in configurazione mono per almeno un mesetto, in abbinamento alle Spendor S3/5R2, per utilizzo nearfield e mi è capitato, una sola volta ma è capitato, che dopo un utilizzo prolungato (si parla di 3 orette piene) il Rekkr posizionato in cima è entrato in protezione diventando muto con un sonoro “click”.
Niente di tragico eh; non posso dire che non mi aspettavo una fine del genere ma non pensavo sarebbe capitato con volumi di ascolto normali…

Fatto sta che, complice l’arrivo della stampante 3D (acquistata in promo Black Friday direttamente dallo store EU del marchio) mi sono messo a sperimentare su un’idea che avevo già in mente ma la cui realizzazione non mi è mai piaciuta particolarmente: mettere in verticale i due Rekkr (anche perché non sono mai riuscito a farli stare in piedi una volta collegati tutti i cavi).

Se avete una stampante Bambu, o volete comunque provare a stampare a vostra volta il prodotto, trovate qui il link alla pagina di MakerWorld.

Il filamento da me utilizzato è questo ma credo che un PLA valga l’altro. Viste le temperature in gioco non credo abbia senso puntare a filamenti più tecnici/resistenti al calore…

Ho altri progetti in testa. Ora devo solo capire come renderli realtà…

Ricordo che, in quanto affiliato Amazon, ricevo delle commissioni per tutti gli ordini perfezionati sulla piattaforma a partire dei link riportati nell’articolo.
A voi non costa nulla ma mi aiuta a portare avanti il progetto AudioFoolosophy…