Le cose semplici non deludono mai

Nonostante la presenza di Wotan a valle delle elettroniche c’è qualcosa nella presentazione offerta da Aegir 2 che rende sempre emozionante gli ascolti fatti attraverso “il piccolo” di casa Schiit.

Certo: non spinge e non è dinamico come il fratellone, complice anche il fatto di essere collegato alle uscite RCA di Kara che, devo dirlo, suonano più “piatte” delle uscite bilanciate (confronto diretto fatto grazie alla commutazione di ingresso sempre di Wotan); Aegir 2, però, porta con se una parte della magia offerta dai finali in classe A con la sua naturalezza e dolcezza di erogazione. Se devo fare un azzardo e paragonarlo a qualcosa di “commercialmente High End” direi che ricorda molto un Luxman LX-590 con una gamma media praticamente perfetta che ti porta a perderti nella Musica. A differenza del Luxman, però, la gamma bassa è un po’ più arretrata (ma anche più frenata e composta) e gli alti sono un po’ più presenti, ma non invadenti, con la sensazione di percepire un maggior dettaglio generale e un po’ più di aria.

Vidar 2 ha ceduto il passo immediatamente a Wotan, senza se e senza ma. Aegir, invece, resta saldo al suo posto per gli ascolti più intimi e tranquilli; ma anche, e forse soprattutto, per il jazz e tutti quei dischi che non chiedono spinta ma, al contrario, puntano alla delicatezza e naturalezza della riproduzione.

C’è da dire, inoltre, che anche lui sa prenderti a sberle se si alza il volume. E lo fa senza scomporsi fino a quando raggiunge il limite e richiede l’intervento del fratellone…

Schiit Kraken – Il mio pensiero dopo qualche mese di utilizzo

Per chi non lo sapesse il “piccolo” Schiit Kraken è un finale multicanale, cinque canali per l’esattezza, che racchiude in sé buona parte del know-how e del pedigree del resto dei finali del marchio americano:
– stadi di guadagno e potenza completamente a discreti, con transistor BJT come dispositivi attivi, e con feedback in corrente
– circuito completamente accoppiato in continua senza alcun condensatore sul percorso di segnale – per tutti e cinque i canali
– sistema di monitoraggio continuo delle condizioni statiche/dinamiche, indipendenti per ogni canale, basato su microprocessore PIC a 32 bit
– e altro ancora che sicuramente ho dimenticato…

Per riassumere: si tratta di un finale multicanale in grado di erogare “soli” 20 W per canale su 8 ohm con tutti e cinque i canali in funzione; con due canali continuativamente in funzione la potenza erogata sale a 30 W ma… un singolo canale dovrebbe essere in grado di erogare 40/60 W con picchi di corrente di, circa, 100 A (ovvero potenza istantanea quasi infinta in termini di utilizzo reale).
So che sembrano pochi watt, e lo sono per gli standard moderni, ma è anche vero che difficilmente durante la visione di un film (o di un concerto) si hanno tutti i canali in funzione, a livelli di riferimento, nello stesso momento. Di fatto, in uso, ci ho sostituito un Rotel RB-993 e il Vidar senza alcun problema. L’unica, vera, differenza, è che il volume impostato sul sintoamplificatore, che io uso come preamplificatore puro (grazie Marantz), deve stare a livelli decisamente più alti dato il basso valore di guadagno offerto (20 dB dichiarati).

Ci sono frangenti in cui vorrei avere più potenza? Si: sul sub! Il “piccolo” Rel T-5 fa più fatica a lavorare in sinergia con Kraken che con i due finali che lo hanno preceduto… Nelle scene “esplosive” sembra sempre arrivare un po’ più lungo del dovuto e col fiato corto; prima, probabilmente, il Rotel creava qualche coda che mascherava la cosa. Credo…

Sta di fatto che Kraken, da solo, si è sempre dimostrato più che sufficiente per i miei scopi, nel mio ambiente e con i miei diffusori. Con Forkbeard, inoltre, non ho mai visto l’ampli uscire dalla polarizzazione in classe A…
Potrei ottenere di più dall’impianto? Probabilmente si: inserendo Vidar 2 per i due canali frontali e lasciare a Kraken il compito di gestire centrale, surround e i due Atmos. Di fatto lo farei lavorare quasi esclusivamente su singolo canale tranne che nelle scene esplosive…

Proverò e, nel caso, “libererò” Gjallarhorn dal suo attuale utilizzo come ampli Atmos.

Resta il fatto che, cari miei, bisognerebbe iniziare a smettere di inseguire solo i watt a tutti i costi e in tutti gli impianti.

Potrei, forse, abbandonare Audirvana…

Oggi è il grande giorno.
Ieri sera ho ritirato il MacBook Air e oggi dovrei riuscire ad avere il tempo di avviarlo e configurarlo per la prima volta e, quindi, nei tempi morti in ufficio ho studiato il più possibile come configurare il tutto per poter avere un’esperienza d’uso che sia la più semplice possibile.

I due scogli da superare, ovviamente, riguardano la libreria di Foto che, da sola, occupa qualcosa come 70 GB sull’attuale iMac e, ovviamente, la libreria musicale e la riproduzione della musica attualmente archiviata sul NAS…

Orbene, non ricordo se l’ho scritto da qualche parte in precedenza ma, in casa, ho un Mac Mini M2, baseline, che attualmente utilizzo per affiancare l’iMac nell’elaborazione di foto con Lightroom (l’ho preso a prezzo ridicolo grazie a una promo su Unieuro che si sommava ad un’altra promo in essere – l’ho pagato qualcosa più di € 300,00).
La mia idea era quella di continuare ad usarlo a tale scopo, nonostante M4 abbia prestazioni decisamente migliori, per il semplice fatto di non voler lavorare troppo sull’SSD integrato nel nuovo portatile…

Oggi, studiando, ho però cercato anche un modo per tenere le due macchine il più possibile sincronizzate tra loro perché mi è successo, a volte, di andare a cercare dei documenti sul Mini (convinto di averli) quando in realtà erano presenti solo sull’iMac.
Nelle varie guide/tutorial ogni tanto, non sempre, saltava fuori anche la possibilità di condividere la libreria musicale tra dispositivi all’interno della stessa abitazione senza perdita di qualità… La mia libreria su NAS è composta al 100% da copie FLAC dei miei CD per cui, ho pensato, se li convertissi in ALAC e li aggiungessi alla libreria del Mac Mini, forse, potrei accederci anche dal MacBook e, di conseguenza, riprodurli, senza perdita di qualità, anche da quello e in qualsiasi punto della casa!

Non so se funzionerà o meno ma tentar non nuoce.

Vi aggiornerò.

PS: da quando ho Yggdrasil nell’impianto principale, e Bifrost 2/64 in studio, ho smesso di utilizzare algoritmi di upsampling/oversampling per cui Musica sarebbe, per me, più che sufficiente.