Una storia a tre – Ovvero un confronto tra testine

Tutto è nato dalla volontà di poter confrontare in modo il più oggettivo possibile i due front-end analogici in mio possesso: il Rega RP1, e la relativa catena di riproduzione, e il Denon DP-A100, e l’impianto di riferimento cui è collegato…

La via più semplice ed efficace? Montare la stessa testina su entrambi i sistemi: la Rega Carbon! Poi, però, ho scoperto che la testina inglese è, in realtà, una giapponese leggermente rivista (non ho capito se solo nell’estetica): si tratta di una Audio Technica AT3600 che, neanche a farlo apposta, si è evoluta nella AT-91 e successivamente nella AT95 che praticamente tutti hanno scelto come testina economica di riferimento.
Ho optato per l’anello di congiunzione tra le due: una AT-91 che, esteticamente, è una Rega Carbon caratterizzata da un guscio giallo anziché bianco.


Con l’arrivo dell’ultima arrivata il totale delle testine in dotazione al Denon DP-A100 è salito a tre e, manco a farlo apposta, delle tre famiglie magnetiche utilizzabili:
– Magnete Mobile – MM: Audio Technica AT-91
– Ferro Mobile – MI: Grado Prestige Red
– Bobina Mobile – MC: Ortofon MC Vivo Blue

Due, la Ortofon MC Vivo Blue e la Grado Prestige Red, hanno stilo ellittico e sono allineate utilizzando il GEO-Disc di Mobile Fidelity, che in sostanza permette di allineare il sistema braccio/testina all’equazione di Baerwald, la AT-91, invece, è dotata di stilo conico ed è allineata come da indicazioni fornite da Denon sul manuale del giradischi; dovrebbe rispecchiare, di conseguenza, all’equazione di Stevenson ma non ho trovato indicazioni certe al riguardo. La motivazione di tale differenza è semplice: il portatestine in dotazione al DP-A100, su cui è montata la AT-91, non permette una regolazione dell’overhang tale da rispettare le geometrie imposte dal GEO-Disc.
Tratteremo la differenza tra i vari approcci all’allineamento delle testine, su bracci NON tangenziali, in un articolo dedicato.

Che i confronti abbiano inizio!

Un impianto a elementi discreti al costo di un entry level. Possibile?

Che ci crediate o no sto ascoltando esattamente quanto recita il titolo di questo articolo: un impianto stereo, completo, ad elementi discreti, nuovi ed usati, che ho pagato meno di € 800,00 tutto incluso.
Avrei potuto spendere anche un paio di centinaia di Euro in meno scendendo a maggiori compromessi, ne sono consapevole, ma il risultato finale non sarebbe stato analogo.

L’impianto di cui sto parlando è il mio secondo impianto e, sul medio/lungo periodo, sarà anche quello che sfrutterò maggiormante per via della sua posizione in abitazione e della sua conseguente maggior/miglior fruibilità.

Di cosa stiamo parlando? Di un sistema in grado di far ascoltare Musica con discreta soddisfazione, a volumi “vivibili” – ma anche sostenuti, senza suonare sterile o affaticante. Un impiantino dagli ingombri ridotti al minimo per non compromettere l’usabilità del mobile su cui è posizionato e, non da meno, integrarsi al meglio con l’ambiente senza essere un elemento di spicco dello stesso.

Le elettroniche, manco a dirlo, sono tutte Schiit (dovreste ascoltare i prodotti nati dalla mente di Stoddard prima di criticarli a testa bassa perché “costano troppo poco”/”costano decisamente troppo per quello che fanno”), i diffusori sono Dali, il giradischi è Rega e, infine, lo streamer è Sonos.

Ci sono margini di miglioramento? Assolutamente sì.
Sarebbe possibile aumentare il livello qualitativo della riproduzione senza stavolgere la natura del tutto? Assolutamente si.
C’è bisogno di intervenire in questo senso? Assolutamente no. Almeno non per il momento.

Per ora mi godo Norah Jones e sto.

Una sorta di equilibrio

Eccoci arrivati all’ultimo articolo previsto per il 2024.
Ho iniziato l’anno convinto di riuscire a dedicare un po’ più di tempo sia alla Musica che, come sempre, a questo mio blog.

Alla fine dei conti non ho mantenuto nessuna delle due convinzioni perché, come sempre, le priorità reali sono state differenti da quelle ipotizzate…

A conti fatti, però, se il 2023 è stato l’anno con il più alto numero di acquisti musicali fatti questo 2024 non è stato poi tanto da meno. Ho acquistato “poca” musica ma tutta di assoluta qualità.
In compenso ho speso come non mai in termine di elettroniche e componenti per l’impianto principale; ho anche messo le basi, delle buone basi, per costruire il secondo “secondo impianto”.
Non posso di certo lamentarmi!

Quest’anno si chiude con l’impianto principale in una condizione che può essere davvero definita definitiva su tutti i fronti.
L’impianto HT ha, finalmente, raggiunto il tanto sognato supporto ai “nuovi” formati Dolby Atmos e DTS:X. Non andrò oltre al 4k e al 5.1.2 per cui ho davvero raggiunto lo stato dell’arte.
L’impianto in studio, complice un arrivo sotto l’albero, può considerarsi ormai un buon punto d’arrivo.
Il secondo impianto, che attualmente non posso nemmeno pensare di montare causa presepe, è davvero ottimo (almeno sulla carta). Mancano ancora tre elementi, uno per strada e due in attesa di finalizzazione d’acquisto, ma per il resto è tutto definito.

Parlerò di tutto quanto, in dettaglio e per bene, nel corso del prossimo anno. Ho intenzione di fare le cose per bene e fare dei mini articoli per ciascuno degli elementi che compongono/comporranno i vari impianti.
Se riuscirò, spero di poterlo fare, inizierò anche a fare dei filmati su YouTube a riguardo.

L’impegno per il prossimo anno è uno: ascoltare Musica.

Sicuramente acquisterò ancora qualcosa per correggere il tiro o per finalizzare ulteriormente l’impianto in studio e il secondo (nemmeno esiste e già ho un paio di idee su come ottimizzare ulteriormente il tutto).

Una cosa alla volta e tutto sarà fatto.
Nell’immagine in evidenza, intanto, le ultime novità direttamente dall’America…