Piccoli aggiornamenti

Articolo di servizio solo perché ho aggiornato la pagina relativa al mio impianto di riferimento attuale,

A breve arriverà anche la pagina relativa al secondo impianto in sala da pranzo e all’impianto desktop che ho in studio.

Sto mettendo, inoltre, le basi per una pagina relativa a tutti i dispositivi audio che ho avuto modo di toccare con mano ed ascoltare in situazioni domestiche (abitazione precedente) e/o in impianti di amici e negozi. Giusto per dare un’infarinata sul mio background “audiophile” e capire quali sono i metri di paragone con cui mi sono confrontato in questi quasi vent’anni di coltivazione della passione.

E se mi fossi sbagliato sul front-end analogico?

Sarò sincero: il Rega RP1 mi sta dando enormi soddisfazioni. Di fatto ho usato più lui in quest’ultima settimana che il DP-A100 nell’intero mese di Dicembre 2024. Il Denon, in realtà, non ha praticamente mai girato da inizio anno…

Complice il fatto che l’inglese è al centro della casa, nell’ambiente in cui passo la maggior parte del tempo libero in settimana, ed installato in un impianto che si presta benissimo anche alla semplice sonorizzazione dell’ambiente stesso, devo ammettere che lo sto facendo suonare più del previsto.
La cosa che mi stupisce maggiormente è, però, il fatto che la combo braccio/testina, seppur entry level entrambi, suonano in modo più uniforme su tutta la superficie del disco mentre il Denon, indipendentemente dalla testina montata, tende ad indurirsi mano a mano che lo stilo si avvicina al centro del piatto. Distorce, forse, meno ma perde di dinamica…

La filosofia costruttiva dei due giradischi è diametralmente opposta, lo so; e la scelta del Denon deriva dalla mia, scarsa ma negativa, esperienza con piatti Pro-Ject che, erroneamente, assimilavo a Rega in quanto a scelte progettuali.
Mi sa che mi sbagliavo e che, forse, il discorso meriterebbe un po’ di approfondimento ulteriore.

Un impianto a elementi discreti al costo di un entry level. Possibile?

Che ci crediate o no sto ascoltando esattamente quanto recita il titolo di questo articolo: un impianto stereo, completo, ad elementi discreti, nuovi ed usati, che ho pagato meno di € 800,00 tutto incluso.
Avrei potuto spendere anche un paio di centinaia di Euro in meno scendendo a maggiori compromessi, ne sono consapevole, ma il risultato finale non sarebbe stato analogo.

L’impianto di cui sto parlando è il mio secondo impianto e, sul medio/lungo periodo, sarà anche quello che sfrutterò maggiormante per via della sua posizione in abitazione e della sua conseguente maggior/miglior fruibilità.

Di cosa stiamo parlando? Di un sistema in grado di far ascoltare Musica con discreta soddisfazione, a volumi “vivibili” – ma anche sostenuti, senza suonare sterile o affaticante. Un impiantino dagli ingombri ridotti al minimo per non compromettere l’usabilità del mobile su cui è posizionato e, non da meno, integrarsi al meglio con l’ambiente senza essere un elemento di spicco dello stesso.

Le elettroniche, manco a dirlo, sono tutte Schiit (dovreste ascoltare i prodotti nati dalla mente di Stoddard prima di criticarli a testa bassa perché “costano troppo poco”/”costano decisamente troppo per quello che fanno”), i diffusori sono Dali, il giradischi è Rega e, infine, lo streamer è Sonos.

Ci sono margini di miglioramento? Assolutamente sì.
Sarebbe possibile aumentare il livello qualitativo della riproduzione senza stavolgere la natura del tutto? Assolutamente si.
C’è bisogno di intervenire in questo senso? Assolutamente no. Almeno non per il momento.

Per ora mi godo Norah Jones e sto.