Errata corrige: Audirvana 3.5.50 è ancora tra noi

Ebbene si. A causa di Apple e della pessima implementazione della gestione dei bitrate su macOS non posso abbandonare un software esterno per la gestione della mia libreria musicale su NAS (ovvero le copie “liquide” dei miei CD/DVD audio).

L’importazione/integrazione dei file in formato ALAC è, ovviamente, fattibile senza alcun problema; il problema, vero, è che Lossless Switcher non funziona se non con i brani provenienti dalla piattaforma Apple Music (ipotizzo le API alla base del software facciano riferimento a dei dati/metadati integrati non “pubblici” per la gestione dei bitrate).
In sostanza: per avere un flusso bit-perfect, e quindi alla risoluzione del file in riproduzione, dovrei andare ad agire manualmente, OGNI VOLTA, sul controller MIDI del sistema. Un NO-GO definitivo per il sottoscritto.

Audirvana 3.5.50, in compenso, funziona perfettamente ed in modo nativo su Apple Silicon per cui: EVVIA AUDIRVANA!!!

More on that later.

Potrei, forse, abbandonare Audirvana…

Oggi è il grande giorno.
Ieri sera ho ritirato il MacBook Air e oggi dovrei riuscire ad avere il tempo di avviarlo e configurarlo per la prima volta e, quindi, nei tempi morti in ufficio ho studiato il più possibile come configurare il tutto per poter avere un’esperienza d’uso che sia la più semplice possibile.

I due scogli da superare, ovviamente, riguardano la libreria di Foto che, da sola, occupa qualcosa come 70 GB sull’attuale iMac e, ovviamente, la libreria musicale e la riproduzione della musica attualmente archiviata sul NAS…

Orbene, non ricordo se l’ho scritto da qualche parte in precedenza ma, in casa, ho un Mac Mini M2, baseline, che attualmente utilizzo per affiancare l’iMac nell’elaborazione di foto con Lightroom (l’ho preso a prezzo ridicolo grazie a una promo su Unieuro che si sommava ad un’altra promo in essere – l’ho pagato qualcosa più di € 300,00).
La mia idea era quella di continuare ad usarlo a tale scopo, nonostante M4 abbia prestazioni decisamente migliori, per il semplice fatto di non voler lavorare troppo sull’SSD integrato nel nuovo portatile…

Oggi, studiando, ho però cercato anche un modo per tenere le due macchine il più possibile sincronizzate tra loro perché mi è successo, a volte, di andare a cercare dei documenti sul Mini (convinto di averli) quando in realtà erano presenti solo sull’iMac.
Nelle varie guide/tutorial ogni tanto, non sempre, saltava fuori anche la possibilità di condividere la libreria musicale tra dispositivi all’interno della stessa abitazione senza perdita di qualità… La mia libreria su NAS è composta al 100% da copie FLAC dei miei CD per cui, ho pensato, se li convertissi in ALAC e li aggiungessi alla libreria del Mac Mini, forse, potrei accederci anche dal MacBook e, di conseguenza, riprodurli, senza perdita di qualità, anche da quello e in qualsiasi punto della casa!

Non so se funzionerà o meno ma tentar non nuoce.

Vi aggiornerò.

PS: da quando ho Yggdrasil nell’impianto principale, e Bifrost 2/64 in studio, ho smesso di utilizzare algoritmi di upsampling/oversampling per cui Musica sarebbe, per me, più che sufficiente.

Quasi quattro mesi di assenza senza fermarmi un attimo

Solo oggi realizzo che sono quasi quattro mesi che non tocco il PC, o il Mac, per scrivere un articolo sul blog.
Quattro mesi in cui ho rivisto, nuovamente, il posizionamento dei diffusori per ascolto in stereo e per l’ascolto in HT; ho spostato il REL T5 in posizione frontale e l’ho scollegato dalle uscite dei finali stereo (si, sono due in questo momento e sono entrambi stereo), ho inserito Magni+ nello stereo per gli ascolti (rari) in cuffia perché quella integrata in Kara, pur discreta, non mi appagava a fondo; ho trovato un equilibrio nella gestione delle testine del giradischi che non pensavo avrei trovato tanto facilmente; ho giocato con la Humming Guru che si meriterà una recensione in dettaglio entro la fine dell’anno. Ho fatto cose e, soprattutto, ho scoperto che Aegir 2 offre qualcosa in più di Vidar 2, che Kraken è un piccolo mostricciattolo e che Rekkr, se mascherato alla vista, potrebbe essere utilizzato per mettere alla prova le manie di potenza di alcuni accaniti inseguitori di Watt.

Nel frattempo Schiit ha lanciato sul mercato prodotti, e tecnologie, degne di essere discusse, la concorrenza si è messa ad inseguire su alcuni aspetti e i giapponesi si sono risvegliati dal torpore dell’ultimo ventennio…

Ah: ho un altro DAC multibit, due ampli cuffia e altre cose che girano per casa di cui dovrei parlare. Vedrò di farlo con relativa calma…