Back to analog – Schiit Audio Skoll

Sono ormai quattro mesi che utilizzo in pianta stabile il pre-phono oggetto del titolo e lo faccio, badate bene, arrivando da un Rotel RH-Q10 Michi. L’ennesimo scontro America/Giappone…

Prima di parlare dello Skoll, e di cose da dire ce ne saranno, converrebbe accennare qualcosa sul sistema precedente il suo arrivo e, soprattutto, del perché ho optato per Skoll e non per altro.

Il giradischi è un Denon DP-A100, oggetto tanto bello quanto criticato dai più; un trazione diretta, in piena tradizione nipponica, di massa decisamente importante, completamente regolabile a livello di geometrie della testina che serba, però, un asso nella manica: il morsetto di massa è isolato dai connettori RCA di uscita rendendolo, di fatto, nativamente “bilanciato”; ma sarebbe meglio dire “lasciando la testina flottante”. Ad ogni modo qui trovate la pagina dedicata al giradischi con tutti i perché e i percome sia finito in pianta stabile nell’impianto.

Lo stadio phono è arrivato più per caso che per necessità; ho sempre, quasi in realtà perché all’inizio usavo quello integrato nel PMA-2000AE, utilizzato un preamplicatore autocostruito basato su RIAA splittata su due stati attivi di filtraggio, basati su LME49710, e amplificazione con buffer di uscita, basato su LME49720HA, polarizzato in classe A.
Ad un certo punto, però, il mio AccioPhono è diventato il collo di bottiglia del front-end analogico e ho iniziato a guardarmi attorno alla ricerca di qualcosa che potesse valer la pena acquistare per dormire sonni tranquilli da lì all’eternita; un pre-phono definitivo insomma.
Ho guardato immediatamente all’usato nella speranza di trovare un FET Ten, ma guardavo anche a EAR Yoshino, e invece mi sono imbattuto in questo RH-Q10…e niente: non me lo sono fatto scappare.
Dispositivo completamente a discreti, concepito e sviluppato per essere abbinato, di fatto, unicamente a testine MC ad bassa/bassima uscita con la possibilità di attenuarne il guadagno totale per adattarlo anche a MC ad alta uscita ed MM con uscita non superiore a 2,5 mV/1kHz senza attivare la regolazione di volume sulla seconda uscita. Attivando l’uscita di volume diventa un preamplificatore a tutti gli effetti con gain massimo complessivo pari a, circa, 80 dB. Il tutto garantendo una silenziosità e una reiezione del rumore di livello assoluto. In sostanza: è un vero pre-phono definitivo per impianti definitivi; preso dall’entusiasmo l’ho portato a casa e col tempo mi ci sono abituato ma…

Ebbene si: Skoll è arrivato in seguito ad un “MA” che, credo, affligge tutti quanti i cultori del vinile… Salire di livello con i vari anelli della catena comporta un passaggio fondamentale: la testina diverrà, prima o poi, anello debole. E “giocare” con le testine non è un gioco alla mia portata non solo dal punto di vista economico… Ho pensato che avrei potuto usare due testine, sfruttando l’headshell intercambiabile del DP-A100, ma avrei dovuto fare in modo di avere due testine con caratteristiche di uscita simili per non dover tutte le volte aprire il Rotel per modificarne i parametri.
Avrei preferito una MM, con tutte le comodità dello stilo sostituibile in caso di usura, per ascolti “normali” e una MC per ascolti più mirati ma significava scollegare, aprire, spostare ponticelli, chiudere, ricollegare… Troppo sbattimento.

In fin dei conti avrei voluto un pre-phono, naturalmente di indubbia qualità, che mi permettesse di modificare le impostazioni di gain/impedenza senza doverlo spostare dal rack dello stereo, preferibilmente a componenti discreti e, se possibile, bilanciato (in ingresso) così da gestire al meglio le basse/bassissime tensioni in arrivo dalle testine.
Alla fine ero arrivato a scremare la lista a due dispositivi: Musical Fidelity MX-Vinyl e Pro-Ject Phono Box RS.

Poi, dal nulla, Stoddard ha scritto questo capitolo su Head-Fi: 2023, Chapter 11: Fish in a Barrel, and All That.

E il tarlo ha iniziato ad insinuarsi nella mia testa sempre più a fondo…

Foobar, Audirvana, Apple Music e – stranamente – Schiit

Sarò diretto: Foobar2000 continua ad essere l’argomento trainante del blog nonostante non scriva un articolo al riguardo da qualcosa come due anni, non abbia avuto un PC Windows da poter usare come piattaforma per sviluppare nuovi argomenti, sia passato ad un Mac Mini come streamer e abbia implementato la gestione remota di Audirvana e Apple Music per vivere felice con la musica liquida…
In realtà ho anche inserito Sonos ad integrazione dell’impianto nell’ecosistema casalingo ma questa è un’altra storia di cui, forse, parleremo in seguito.

Come se non bastasse, ovviamente, Schiit la fa da padrona sia in termini di recensioni pendenti (e anche di acquisti fatti – credo di essere la persona con più dispositivi Schiit in Italia) sia, soprattutto, in termini di anticipazioni/presentazione nuovi prodotti.

Il prossimo futuro del blog, in sostanza, verterà su tre argomenti principali:

  • Foobar2000 – Ho nuovamente un PC Windows con cui smanettare e ci sono argomenti pendenti mai trattati in precedenza che potrebbe valer la pena approfondire
  • Streaming su Mac – Avrei dovuto parlarne prima ma…me ne sono dimenticato
  • Nuovi arrivi Schiit – Pochi watt ma non così pochi
  • Novità da Schiit – Nuovo Gungnir, nuova implementazione Multi Bit, nuovo finale stereo Nexus, Stjarna alle porte e, soprattutto, “un dongle per domarli tutti”.

Il tutto, ovviamente, tempo permettendo.

Tutto bello ma… La recensione dei V3 Mono?!

Vi sento che vi lamentate del fatto che non ho ancora pubblicato la recensione dei V3 Mono ma…
Mi è uscito di mente di farlo.

Nel frattempo, però, i tre di cui dispongo sono finiti ad amplificare canali surround e centrale dell’HT; a gestire i frontali, invece, c’è il Vidar 2 che è stato sostituito nel frattemo…

Tutto questo “giocare” con potenze e topologie mi ha fatto capire che, forse, non ho poi bisogno di tantissimi watt nel mio ambiente e per i miei volumi di ascolto abituali per cui… Ho fatto la mattata.
Probabilmente, senza timore di smentita, il miglior upgrade fatto fino ad ora.

Senza se; senza ma.

Non anticipo nulla ma penso che ormai avrete capito di cosa si tratta e, fidatevi, una volta toccato con mano e sentito di cosa è capace questo piccolo doppio concentrato di tecnologia è davvero difficile tornare indietro.

Una cosa è certa.
Due in realtà:
– Il finale tre canali RB-993, 200 W ad alta polarizzazione (i primi 10 W circa sono in classe A) è in vendita su Subito.it perché ridimensionerò, di conseguenza, anche i finali dell’impianto HT
– Il pre-phono RH-Q10, completamente a discreti con RIAA a due stadi ibridi attivo/passivo, è anch’esso in vendita su Subito.it perché Skoll, classe A nativamente bilanciato con RIAA completamente passiva, è per me più che sufficiente. L’americano è più un side-grade che un passo avanti (in termini di qualità di riproduzione) ma nel mio front-end analogico il giapponese è davvero sprecato. Devo ammetterlo…

E delle amplificazioni attualmente in mio possesso che ne faro?!
Semplice: Fosi Audio ZA3 (classe D – TPA3255 ad implementazione stereo single-ended), una coppia di Fosi V3 Mono (classe D – TPA3255 ad implementazione mono bilanciata nativamente) e Vidar 2 (classe AB stereo single ended con possibilità di connessione a differenziale per utilizzo in mono) resteranno con me.
Il primo come riferimento per gli amplificatori integrati “basici”; i secondi ed il terzo come riferimenti per amplificazioni in classe D e in classe AB dato che il nuovo entrato non rientra in queste categorie…
Mi serviranno? Non lo so. Probabile è, però, che averli qui a disposizione mi potrà anche tornare utile in ottica di rotazione dei finali e/o per eventuali prove di diffusori.

Il tempo è poco, devo ammetterlo, ma l’impostazione del sistema ha raggiunto una maturità tale che fare swap di finali/componenti è abbastanza semplice e agevole.

Altra novità: finalmente ho delle cuffie dinamiche chiuse “di livello”!!!