Il mio primo modello 3D

Sarò sincero: da quando mi è arrivato il secondo Rekkr, il Natale scorso, ho sempre avuto voglia di utilizzarli in configurazione mono ma sono sempre stato frenato dal fatto che, in tale modalità, Schiit sconsiglia di impilarli per evitare di incorrere in problemi legati alla protezione termica dei dispositivi (quello sotto “cuoce” quello sopra che, di contro, non permette una corretta dissipazione del calore di quello sotto – un cane che si morde la coda).

Se credete che sto essendo pessimista… Ho provato: li ho utilizzati in configurazione mono per almeno un mesetto, in abbinamento alle Spendor S3/5R2, per utilizzo nearfield e mi è capitato, una sola volta ma è capitato, che dopo un utilizzo prolungato (si parla di 3 orette piene) il Rekkr posizionato in cima è entrato in protezione diventando muto con un sonoro “click”.
Niente di tragico eh; non posso dire che non mi aspettavo una fine del genere ma non pensavo sarebbe capitato con volumi di ascolto normali…

Fatto sta che, complice l’arrivo della stampante 3D (acquistata in promo Black Friday direttamente dallo store EU del marchio) mi sono messo a sperimentare su un’idea che avevo già in mente ma la cui realizzazione non mi è mai piaciuta particolarmente: mettere in verticale i due Rekkr (anche perché non sono mai riuscito a farli stare in piedi una volta collegati tutti i cavi).

Se avete una stampante Bambu, o volete comunque provare a stampare a vostra volta il prodotto, trovate qui il link alla pagina di MakerWorld.

Il filamento da me utilizzato è questo ma credo che un PLA valga l’altro. Viste le temperature in gioco non credo abbia senso puntare a filamenti più tecnici/resistenti al calore…

Ho altri progetti in testa. Ora devo solo capire come renderli realtà…

Ricordo che, in quanto affiliato Amazon, ricevo delle commissioni per tutti gli ordini perfezionati sulla piattaforma a partire dei link riportati nell’articolo.
A voi non costa nulla ma mi aiuta a portare avanti il progetto AudioFoolosophy…

Huston, abbiamo un problema…

Succede, a volte, che qualcosa vada storto e che un componente dell’impianto si guasti. Non vorremmo succeda ma, purtroppo, succede…

Il REL T5 mi ha abbandonato questa settimana.

Ho, dopo una marea di elucubrazioni, deciso di mantenere solamente Aegir 2 nell’impianto stereo e spostare Vidar 2 nell’HT per affiancarlo a Kraken nella gestione dei canali frontali; così facendo ho anche liberato Gjallarhorn, gli Atmos sono stati anch’essi collegati a Kraken, perché ho in mente un’altra sistemazione per lui. Ma ne parleremo a tempo debito…

Fatto sta che, avendo maneggiato il finale dei canali frontali, Vidar 2 al posto di Kraken, e il finale dei canali Atmos, Kraken al posto di Gjallarhorn, mi sono trovato costretto a far girare nuovamente il setup automatico Audissey per la calibrazione del sistema e… Il sub era muto; completamente muto.

Andando a controllare ho notato che la piastra di dissipazione sul retro era, non esagero, ROVENTE e ho subito spento il sub. Risultato? Un sonorissimo “POP” dall’altoparlante. Avendo intuito cosa potesse essere successo ho provato a riaccenderlo e, di nuovo: “POP”; spento: “POP”.
Il cono, all’accensione, veniva risucchiato all’interno del cabinet; c’è una sola condizione che può portare a questa evenienza: l’ampli eroga una tensione DC tale da polarizzare la bobina dell’altoparlante e tenerla ferma in posizione – “avanti” se positiva, “indietro” se negativa.

Ho quindi aperto il sub, smontato la piastra comandi/amplificazione, e verificato col tester: il finale satura alla tensione di alimentazione negativa…

Inviarlo ad un centro assitenza non conviene quasi sicuramente, il sub è vecchio e il prezzo della riparazione potrebbe essere superiore al suo prezzo di vendita sull’usato. Cosa fare, quindi?

Lo scoprirete nelle prossima puntate. Che avrei voluto parlassero d’altro ma…

Errata corrige: Audirvana 3.5.50 è ancora tra noi

Ebbene si. A causa di Apple e della pessima implementazione della gestione dei bitrate su macOS non posso abbandonare un software esterno per la gestione della mia libreria musicale su NAS (ovvero le copie “liquide” dei miei CD/DVD audio).

L’importazione/integrazione dei file in formato ALAC è, ovviamente, fattibile senza alcun problema; il problema, vero, è che Lossless Switcher non funziona se non con i brani provenienti dalla piattaforma Apple Music (ipotizzo le API alla base del software facciano riferimento a dei dati/metadati integrati non “pubblici” per la gestione dei bitrate).
In sostanza: per avere un flusso bit-perfect, e quindi alla risoluzione del file in riproduzione, dovrei andare ad agire manualmente, OGNI VOLTA, sul controller MIDI del sistema. Un NO-GO definitivo per il sottoscritto.

Audirvana 3.5.50, in compenso, funziona perfettamente ed in modo nativo su Apple Silicon per cui: EVVIA AUDIRVANA!!!

More on that later.