Che ci crediate o no sto ascoltando esattamente quanto recita il titolo di questo articolo: un impianto stereo, completo, ad elementi discreti, nuovi ed usati, che ho pagato meno di € 800,00 tutto incluso.
Avrei potuto spendere anche un paio di centinaia di Euro in meno scendendo a maggiori compromessi, ne sono consapevole, ma il risultato finale non sarebbe stato analogo.
L’impianto di cui sto parlando è il mio secondo impianto e, sul medio/lungo periodo, sarà anche quello che sfrutterò maggiormante per via della sua posizione in abitazione e della sua conseguente maggior/miglior fruibilità.
Di cosa stiamo parlando? Di un sistema in grado di far ascoltare Musica con discreta soddisfazione, a volumi “vivibili” – ma anche sostenuti, senza suonare sterile o affaticante. Un impiantino dagli ingombri ridotti al minimo per non compromettere l’usabilità del mobile su cui è posizionato e, non da meno, integrarsi al meglio con l’ambiente senza essere un elemento di spicco dello stesso.
Le elettroniche, manco a dirlo, sono tutte Schiit (dovreste ascoltare i prodotti nati dalla mente di Stoddard prima di criticarli a testa bassa perché “costano troppo poco”/”costano decisamente troppo per quello che fanno”), i diffusori sono Dali, il giradischi è Rega e, infine, lo streamer è Sonos.
Ci sono margini di miglioramento? Assolutamente sì.
Sarebbe possibile aumentare il livello qualitativo della riproduzione senza stavolgere la natura del tutto? Assolutamente si.
C’è bisogno di intervenire in questo senso? Assolutamente no. Almeno non per il momento.
Per ora mi godo Norah Jones e sto.
