Foobar, Audirvana, Apple Music e – stranamente – Schiit

Sarò diretto: Foobar2000 continua ad essere l’argomento trainante del blog nonostante non scriva un articolo al riguardo da qualcosa come due anni, non abbia avuto un PC Windows da poter usare come piattaforma per sviluppare nuovi argomenti, sia passato ad un Mac Mini come streamer e abbia implementato la gestione remota di Audirvana e Apple Music per vivere felice con la musica liquida…
In realtà ho anche inserito Sonos ad integrazione dell’impianto nell’ecosistema casalingo ma questa è un’altra storia di cui, forse, parleremo in seguito.

Come se non bastasse, ovviamente, Schiit la fa da padrona sia in termini di recensioni pendenti (e anche di acquisti fatti – credo di essere la persona con più dispositivi Schiit in Italia) sia, soprattutto, in termini di anticipazioni/presentazione nuovi prodotti.

Il prossimo futuro del blog, in sostanza, verterà su tre argomenti principali:

  • Foobar2000 – Ho nuovamente un PC Windows con cui smanettare e ci sono argomenti pendenti mai trattati in precedenza che potrebbe valer la pena approfondire
  • Streaming su Mac – Avrei dovuto parlarne prima ma…me ne sono dimenticato
  • Nuovi arrivi Schiit – Pochi watt ma non così pochi
  • Novità da Schiit – Nuovo Gungnir, nuova implementazione Multi Bit, nuovo finale stereo Nexus, Stjarna alle porte e, soprattutto, “un dongle per domarli tutti”.

Il tutto, ovviamente, tempo permettendo.

Tutto bello ma… La recensione dei V3 Mono?!

Vi sento che vi lamentate del fatto che non ho ancora pubblicato la recensione dei V3 Mono ma…
Mi è uscito di mente di farlo.

Nel frattempo, però, i tre di cui dispongo sono finiti ad amplificare canali surround e centrale dell’HT; a gestire i frontali, invece, c’è il Vidar 2 che è stato sostituito nel frattemo…

Tutto questo “giocare” con potenze e topologie mi ha fatto capire che, forse, non ho poi bisogno di tantissimi watt nel mio ambiente e per i miei volumi di ascolto abituali per cui… Ho fatto la mattata.
Probabilmente, senza timore di smentita, il miglior upgrade fatto fino ad ora.

Senza se; senza ma.

Non anticipo nulla ma penso che ormai avrete capito di cosa si tratta e, fidatevi, una volta toccato con mano e sentito di cosa è capace questo piccolo doppio concentrato di tecnologia è davvero difficile tornare indietro.

Una cosa è certa.
Due in realtà:
– Il finale tre canali RB-993, 200 W ad alta polarizzazione (i primi 10 W circa sono in classe A) è in vendita su Subito.it perché ridimensionerò, di conseguenza, anche i finali dell’impianto HT
– Il pre-phono RH-Q10, completamente a discreti con RIAA a due stadi ibridi attivo/passivo, è anch’esso in vendita su Subito.it perché Skoll, classe A nativamente bilanciato con RIAA completamente passiva, è per me più che sufficiente. L’americano è più un side-grade che un passo avanti (in termini di qualità di riproduzione) ma nel mio front-end analogico il giapponese è davvero sprecato. Devo ammetterlo…

E delle amplificazioni attualmente in mio possesso che ne faro?!
Semplice: Fosi Audio ZA3 (classe D – TPA3255 ad implementazione stereo single-ended), una coppia di Fosi V3 Mono (classe D – TPA3255 ad implementazione mono bilanciata nativamente) e Vidar 2 (classe AB stereo single ended con possibilità di connessione a differenziale per utilizzo in mono) resteranno con me.
Il primo come riferimento per gli amplificatori integrati “basici”; i secondi ed il terzo come riferimenti per amplificazioni in classe D e in classe AB dato che il nuovo entrato non rientra in queste categorie…
Mi serviranno? Non lo so. Probabile è, però, che averli qui a disposizione mi potrà anche tornare utile in ottica di rotazione dei finali e/o per eventuali prove di diffusori.

Il tempo è poco, devo ammetterlo, ma l’impostazione del sistema ha raggiunto una maturità tale che fare swap di finali/componenti è abbastanza semplice e agevole.

Altra novità: finalmente ho delle cuffie dinamiche chiuse “di livello”!!!

Marantz Cinema 70s: la scelta IDEALE per impianti compatti (e non solo)

Quanto ci è voluto?
Sette anni dall’ideazione; tre dalla predisposizione/installazione dei diffusori; uno esatto dal trattamento acustico.

Finalmente, però, ha fatto il suo ingresso (in casa) il ricevutore AV tagliato su misura per le mie necessità: il Marantz Cinema 70s.

Per moltissimi appassionati si tratta di un apparecchio che non avrebbe nemmeno senso di esistere, è vero.
Nell’era di impianti che puntano a configurazioni di diffusori 7.6.4, se non di più, con monitor di servizio e proiettore, con sistemi connessi per la calibrazione ambientale e chi più ne ha più ne metta…questo piccolino che gestisce al massimo un 5.2.1, o un più “normale” 7.1, con singola uscita HDMI e pochi fronzoli in dotazione ha poco senso.
Inoltre, diciamolo, il limite più grande del Marantz è la sezione finale che, dalle recensioni presenti in rete, mostra il fianco abbastanza facilmente ad impianti basati su diffusori caratterizzati da un’efficienza medio/bassa anche se semplici da pilotare. Il mio impianto, full Spendor, rientra a pieno titolo in questa categoria…

E se, in realtà, avesse delle caratteristiche che lo rendono unico nel suo genere/classe di appartenenza?
Non è che, magari, viene sottovalutato da molti che potrebbero sfruttarlo proprio come intendo fare io? Usandolo come trampolino di lancio verso impianti sì “piccoli” ma strutturati come se fossero “grandi”.

CINEMA 70s

Il pannello posteriore è scarno di connessioni, vero, ma porta con sé una peculiarità non da poco: tutti i canali gestiti dall’integrato sono dotati di uscita Pre. TUTTI e non solo i frontali. Sono “solo” 7, è vero, ma ci sono e sono esattamente quelli che a me servono.
Ha una sola uscita HDMI, è vero, ma gestisce (gestirà) anche segnali a 8k qualora dovesse diventare una necessità e tanto basta.
Porta Ethernet/WiFi/BT ormai non sono più nemmeno considerate funzionalità accessorie per cui…un po’ le si dà per scontate. Quanto sopra, invece, non è propriamente scontato. Soprattutto in virtù del prezzo d’acquisto: inferiore, sensibilmente, a € 1000,00.
Gli altri sinto AV, nella fascia di prezzo, offrono magari canali aggiuntivi, o doppie HDMI In uscita, ma senza la gestione 8k (per me inutile in realtà) e, soprattutto, SENZA le uscite Pre!

Il Cinema 70s, però, non si limita a mettere a disposizione dell’utente delle uscite Pre e basta… Il piccolino può essere configurato come se fosse un processore “puro” lasciando a finali esterni il compito di pilotare i diffusori.
Finali che, caso vuole, io ho già e che avrei comunque usato. A me mancava solo un dispositivo che permettesse la decodifica nativa dei formati surround HD, attualmente ricampionati in LPCM dal lettore UHD, e l’implementazione delle codifiche Atmos così da poter, finalmente, sfruttare i diffusori a soffitto!

Ci sono altri dispositivi che avrei potuto prendere in considerazione? Si.
Denon dalla serie 3000 in su, i fratelli maggiori a marchio Marantz (che potrebbero essere dei Denon con moduli HDAM a gestire la sezione linea), Yamaha Aventage dal modello RX-A4A in su. In sostanza: avrei dovuto spendere, almeno, € 300,00 in più per avere in cambio funzionalità non necessariamente richieste. Non tantissimo, è vero, ma si tratta di un bel +30% da aggiungere sul totale…

C’è un altro aspetto che, però, mi ha fatto propendere all’acquisto del Cinema 70s: il fattore di forma a mezza altezza.
Il mobile TV che uso per contenere le elettroniche AV non è grandissimo e il Marantz mi permetterà di rivedere la disposizione di tutte le elettroniche liberando il più possibile la superficie superiore del mobiletto su cui punto a lasciare unicamente il diffusore centrale. Il resto, complice l’inserimento di una mensola, dovrebbe riuscire a starci tutto “dentro” il mobile stesso.

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Grazie.