Nuovi diffusori pensati per l’HT da Spendor!

E quindi, nel silenzio totale della stampa di settore italiana (non sono stato capace di trovare la notizia da nessuna parte) Spendor UK ha lanciato non uno, non due ma ben TRE diffusori dedicati all’utilizzo in impianti Home Theater. Finalmente aggiungerei dato che l’ultimo centrale degno di tale nome risale ai primi anni 2000.

I tre prodoti sono:

Canale centrale A-Line AC2:

Si va ad affiancare al rientrato AC1 (di fatto un A1W sdraiato sul lato) offrendo un diffusore dall’impronta più “normale” (ovvero oblunga) con un medio di diametro maggiore al fine di garantire 2 dB in più di efficienza in ambiente, si passa da 84 ad 86 dB/1 W a 1 metro, e qualche Hz in più di risposta in frequenza verso il basso, da 55 a 49 Hz.
Viene mantenuto, fortunatamente, il progetto in scatola chiusa con buona pace del posizionamento meno problematico.

Canale centrale D-Line DC1:

Finalmente un centrale dedicato ai diffusori della serie D!
Il progetto, in questo caso, è un più classico tre vie con efficienza di 88 dB/1 W a 1 metro e una risposta in frequenza che parte dai 42 Hz in ambiente.
L’impronta del diffusore è decisamente importante, essendo largo ben 65 cm, ma viene mantenuto il progetto in cassa chiusa per cui il posizionamento dovrebbe essere abbastanza semplice.

Diffusore a parete D-Line DS1:

Derivato, ipotizzo, dall’esperianza fatta con le “vecchie” D1 si tratta di un diffusore in cassa chiusa a spessore ridotto, 13,5 cm, ma dal baffle decisamente generoso, 50 x 27,5 cm.
Il montaggio a parete viene fatto tramite sistema di fissaggio disegnato direttamente da Spendor e pensato per ridurre al minimo l’interferenza con la parete di supporto ed il collegamento all’amplificatore avviene non tramite le solite boccole ma con un connettore Neutrik Speak-On, posto sul retro, rivolto verso il basso.
In questo caso l’efficienza dichiarata è pari a 86 dB/1 W a 1 metro con una risposta in frequenza, in ambiente, che parte dai 60 Hz.

News: Denon DNP-2000NE – Finalmente uno streamer della serie 2000 anche in Italia!

Denon ha annunciato, finalmente, l’arrivo del lettore DNP-2000NE! Attenzione, però, a non confonderlo con il “vecchio” DNP-2500AE…

Di cosa si tratta? Banalmente di un lettore di rete con stadio di conversione DA derivato dal recente DCD-A110 (anche se nessuno ne parla) che potrebbe essere un punto di arrivo per molti appassionati.

Il DAC utilizzato, in termini di IC, non è niente di straoardinario o rivoluzionario (niente a che fare con il processore MMM implementato nelle ultime produzioni Marantz) ovvero un più che onesto Sabre ESS ES9018K2M in configurazione “Quad-DAC”; in sostanza il 9018 come implementato anche nel vecchio Audiolab 8200CD – Un singolo processore, a otto canali, configurato per lavorare in stereo in doppio differenziale.

Cosa rende, però, appetibile il prodotto alla luce del listino di €1599,00?
Il fatto che Denon abbia implementato, per la prima volta in un lettore di rete, il nuovo processo di elaborazione del segnale “Ultra AL32 Processing” ed un filtro di uscita a discreti che, almeno sulla carta, dovrebbero permettere prestazioni di tutto rispetto nella riproduzione di segnali codificati in PCM sia da rete che da altre sorgenti. Il DNP-2000AE, infatti, integra anche gli ingressi digitali utili a farlo lavorare come semplice DAC in cascata ad altri sistemi di trasporto.

Sulla carta promette bene.
Vedremo, appena possibile, di sentire come suona…

Qui la scheda di presentazione del prodotto: Denon DNP-2000NE

Il secondo impianto: il ritorno

Ho appena finito di ripristinare il corretto funzionamento di un altro giradischi vintage da piazzare nel secondo impianto (attualmente completamente smantellato).

Si tratta di un Pioneer PL-130 e, nonostante sia decisamente un passo indietro rispetto al Luxman PD-272 cui ero abituato, funziona perfettamente dopo aver semplicemente sostituito cinghia e puntina (la testina è integrata nel braccio e non c’è possibilità di intervenire su quella).

È un dispositivo di inizio anni ’80 ed era dei miei suoceri, che lo hanno portato in cantina più di dieci anni fa dato che non lo utilizzavano affatto, ed è in buona sostanza un giradischi su standard P-Mount con avvio del disco automatico, posizionando il braccio in corrispondenza dell’inizio del disco si sposta un bilanciere che avvia il motore, e spegnimento e ritorno “soft” del braccio a fine disco, a fine disco il braccio sposta un ingranaggio che “aggancia” il sottopiatto ativando il sollevatore e facendo tornare il braccio in posizione; una volta tornato indietro il bilanciere di accensione viene rimesso in posizione “OFF” e si spegne tutto.

Funziona ma può essere migliorato su alcuni aspetti. Primo su tutti: il rumore! La testina esce bassa, siamo sui 3.5 mV, e il motore/sistema di trascinamento del piatto (leggerissimo e quindi altamente risonante) sono rumorosi.
Il peso AT fa il suo lavoro smorzando parte delle risonanze e dando un po’ di inerzia al sistema ma, secondo me, ci sono ancora margini di miglioramento.