Il mio primo modello 3D

Sarò sincero: da quando mi è arrivato il secondo Rekkr, il Natale scorso, ho sempre avuto voglia di utilizzarli in configurazione mono ma sono sempre stato frenato dal fatto che, in tale modalità, Schiit sconsiglia di impilarli per evitare di incorrere in problemi legati alla protezione termica dei dispositivi (quello sotto “cuoce” quello sopra che, di contro, non permette una corretta dissipazione del calore di quello sotto – un cane che si morde la coda).

Se credete che sto essendo pessimista… Ho provato: li ho utilizzati in configurazione mono per almeno un mesetto, in abbinamento alle Spendor S3/5R2, per utilizzo nearfield e mi è capitato, una sola volta ma è capitato, che dopo un utilizzo prolungato (si parla di 3 orette piene) il Rekkr posizionato in cima è entrato in protezione diventando muto con un sonoro “click”.
Niente di tragico eh; non posso dire che non mi aspettavo una fine del genere ma non pensavo sarebbe capitato con volumi di ascolto normali…

Fatto sta che, complice l’arrivo della stampante 3D (acquistata in promo Black Friday direttamente dallo store EU del marchio) mi sono messo a sperimentare su un’idea che avevo già in mente ma la cui realizzazione non mi è mai piaciuta particolarmente: mettere in verticale i due Rekkr (anche perché non sono mai riuscito a farli stare in piedi una volta collegati tutti i cavi).

Se avete una stampante Bambu, o volete comunque provare a stampare a vostra volta il prodotto, trovate qui il link alla pagina di MakerWorld.

Il filamento da me utilizzato è questo ma credo che un PLA valga l’altro. Viste le temperature in gioco non credo abbia senso puntare a filamenti più tecnici/resistenti al calore…

Ho altri progetti in testa. Ora devo solo capire come renderli realtà…

Ricordo che, in quanto affiliato Amazon, ricevo delle commissioni per tutti gli ordini perfezionati sulla piattaforma a partire dei link riportati nell’articolo.
A voi non costa nulla ma mi aiuta a portare avanti il progetto AudioFoolosophy…

La corsa, e la rincorsa, ai watt a tutti i costi

Se c’è una cosa che mi ha insegnato il 2024 è che, per come ascolto io, non ha senso correre dietro al vagone dei watt a tutti i costi.
Ascolto abitualmente con un finale da 30 W per canale e difficilmente devio verso Vidar 2 alla ricerca di maggiore spinta… Si, Aegir 2 e Vidar 2 convivono a valle di Kara.

Non solo: ho trovato piacere e soddisfazione anche con Gjallarhorn, quando l’ho montato in impianto. E il “piccolo” eroga 10 W! Buoni eh, per l’amor del cielo. Lo stadio finale Continuity S si fà sentire tutto in termini di ricchezza e piacevolezza di riproduzione; ma sono pur sempre 10 “miseri” watt.

Proprio memore di questa esperienza, avendo avuto la possibilità di ripristinare il secondo impianto in sala da pranzo, ho deciso di andarci giù pesante con la riduzione di potenza: Rekkr con due soli watt! Considerando che quello installato in studio fa un ottimo lavoro e che Schiit lo ha messo in closeout prima della fine dell’anno ho deciso di fare la pazzia. “Mal che vada”, ho pensato, “li configuro in mono in studio e qui metto lo ZA3”.
Però non credo sarà necessario farlo. E la motivazione è molto semplice:

Signori: vi presento lo stadio linea/amplificazione dell’impianto secondario!
E si, questa coppia ha fatto suonare le SP2/3R2 in modo più che soddisfacente…