News: Denon DNP-2000NE – Finalmente uno streamer della serie 2000 anche in Italia!

Denon ha annunciato, finalmente, l’arrivo del lettore DNP-2000NE! Attenzione, però, a non confonderlo con il “vecchio” DNP-2500AE…

Di cosa si tratta? Banalmente di un lettore di rete con stadio di conversione DA derivato dal recente DCD-A110 (anche se nessuno ne parla) che potrebbe essere un punto di arrivo per molti appassionati.

Il DAC utilizzato, in termini di IC, non è niente di straoardinario o rivoluzionario (niente a che fare con il processore MMM implementato nelle ultime produzioni Marantz) ovvero un più che onesto Sabre ESS ES9018K2M in configurazione “Quad-DAC”; in sostanza il 9018 come implementato anche nel vecchio Audiolab 8200CD – Un singolo processore, a otto canali, configurato per lavorare in stereo in doppio differenziale.

Cosa rende, però, appetibile il prodotto alla luce del listino di €1599,00?
Il fatto che Denon abbia implementato, per la prima volta in un lettore di rete, il nuovo processo di elaborazione del segnale “Ultra AL32 Processing” ed un filtro di uscita a discreti che, almeno sulla carta, dovrebbero permettere prestazioni di tutto rispetto nella riproduzione di segnali codificati in PCM sia da rete che da altre sorgenti. Il DNP-2000AE, infatti, integra anche gli ingressi digitali utili a farlo lavorare come semplice DAC in cascata ad altri sistemi di trasporto.

Sulla carta promette bene.
Vedremo, appena possibile, di sentire come suona…

Qui la scheda di presentazione del prodotto: Denon DNP-2000NE

Niente più Foobar2000 nell’impianto principale…

Come si evince dal titolo del post: addio Foobar2000 per l’impianto principale.

Ho trovato un’offerta per un Mac Mini su Subito.it e non me lo sono lasciato scappare per due semplici motivi: sfruttare l’abbonamento Apple Music per lo streaming in alta risoluzione e, soprattutto, sfruttare la licenza di Audirvana 3 e l’integrazione con iOS per una gestione headless del tutto.

Devo ammetterlo: la facilità di integrazione e gestione remota offerte dalla combo macOS e iOS è impareggiabile.

C’è da dire che, però, non ho abbandonato del tutto Foobar2000.

Me lo sono, semplicemente, portato in ufficio.

Foobar2000 – Step 4.2: Configuriamo Foobar2000! Pt.2

Se sei arrivato fino a qui è perché non ti basta poter ascoltare la tua musica da Foobar2000 con le impostazioni di default.
Anche perché, a volerla dire tutta, non stai nemmeno ascoltando esattamente la tua musica ma stai facendo rielaborare i tuoi file dal mixer di Windows che si sta occupando di prendere lo stream originale, se così possiamo definirlo, e riconvertirlo (non so con che tipo di algoritmo/approssimazione/fedeltà) a quella che è la configurazione impostata per il dispositivo audio in uso.

Come fare per risolvere questo problema e passare al cosiddetto Bit-Perfect?
La risposta è abbastanza semplice e, almeno in teoria, funziona per tutti i DAC riconosciuti dal sistema: bisogna installare un componente di Foobar2000 (e quindi iniziare ad apprezzare appieno la modularità del sistema) per bypassare il mixer di Windows e fare in modo che il flusso dati sia portato ad un livello macchina che sia il più basso possibile.
Microsoft stessa ha sviluppato una serie di API utili a tale scopo che rientrano nel cosiddetto WASAPI o, per esteso, “Windows Audio Session API” e, fortunatamente per noi, qualcuno si è preso la briga di studiarsi tali istruzioni ed integrarle in un componente che ha l’esatto compito di rendere Foobar in grado di interfacciarsi direttamente con il nostro dispositivo USB: tale componente si chiama “WASAPI Output Support” ed è arrivato alla sua versione 3.3.

Per scaricare il componente in questione cliccare QUI e cliccare Download. Una volta terminato il download del file dovrete, molto semplicemente, lanciarlo e seguire le istruzioni a video per procedere con l’installazione. Vi sarà chiesto di riavviare Foobar2000 e, come per magia, vi comparirà nell’elenco dei componenti installati assieme a quelli già presenti di default (l’elenco è visibile dal menù Preferences).

Bene, ora che abbiamo scaricato ed installato il componente non ci resta altro da fare se non attivarlo in tutto e per tutto.

Per fare ciò dobbiamo andare al pannello di gestione dell’Output (Playback/Output) e selezionare come dispositivo di uscita WASAPI (event o push): Nome del nostro DAC. Vi consiglio di iniziare selezionando la voce con funzionamento PUSH perché maggiormente compatibile; spiegherò più avanti le differenze tra le due modalità di esecuzione.
Una volta selezionato il nostro dispositivo vedrete che le opzioni riportate sotto alla gestione del buffer (di default impostato a 1000 ms) sono diventate accessibili e modificabili: impostate la profondità di bit, come suggerito anche da Foobar stesso, alla massima dichiarata per il vostro DAC mentre per quanto riguarda la voce “Buffer Lenght” dovrete sperimentare un po’, più avanti, per adeguare tale “riserva di musica” al vostro setup definitivo.
Considerate, però, che un buffer troppo corto può risultare in una riproduzione intermittente e un buffer troppo lungo può causare (anzi causa) ritardi di risposta del sistema.

Se provate ad avviare la riproduzione di un qualsiasi brano adesso, SENZA ATTIVARE nessun DPS (anche perché non ne abbiamo ancora parlato), vedrete che il vostro DAC aggancia il segnale alla frequenza di campionamento del pezzo in riproduzione. State ascoltando in “Bit-Perfect”.

Ora vediamo quali sono le differenze tra le due modalità operative del componente WASAPI:

  • In modalità Push, in sostanza, è il PC a gestire il flusso dei dati indipendentemente dallo stato del DAC e dell’effettiva capacità dello stesso di immagazzinare e, soprattutto, elaborare e decodificare i dati stessi. Nonostante questi “inconvenienti” vi consiglio comunque di iniziare con questa impostazione perché è quella compatibile con praticamente tutti i DAC in commercio (o meglio con i ricevitori USB installati sugli stessi)
  • In modalità Event, invece, inverte la gestione del flusso e il carico di lavoro passa direttamente al controller USB del DAC in uso. Di fatto, se supportata dal dispositivo, rende l’approvvigionamento dei dati realmente asincrono e completamente slegato dal PC per cui potenzialmente migliore.

All’atto pratico i due sistemi, se correttamente implementati e funzionanti, non hanno alcuna differenza all’ascolto ma differiscono a livello di bilanciamento del carico di lavoro.

Bisogna, però, tenere conto che con la modalità Push il PC gestisce il flusso, e quindi lo subordina all’eventuale elaborazione dei dati (sovracampionamento, filtraggio, equalizzazioni e così via) rischiando di saturare il buffer del DAC (che a sua volta attua elaborazioni del segnale) qualora l’elaborazione dei dati fosse troppo veloce (eventualità veramente difficile perché “regolata” dallo stream/durata del bano); d’altro canto la modalità Event potrebbe fare in modo che il DAC richieda dei dati non ancora disponibili, perché non ancora elaborati dal PC, causando dei vuoti di memoria (eventualità assai più probabile perché il controller USB integrato nel DAC non sa a che ritmo deve gestire il flusso dei dati).

Per ovviare a questi problemi bisogna intervenire modificando la dimensione del buffer di uscita di Foobar2000 che ha lo scopo di uniformare il flusso dei dati in uscita dal sistema. Sia che questi siano spinti fuori dal PC sia che questi siano tirati dentro il DAC.
Ogni combinazione PC/DAC trova il suo equilibrio in un valore differente impostato per tale cuscinetto. Valore che può essere trovato solo sperimentalmente, e da voi, in base alle configurazioni in uso sul vostro sistema.
Io, nel mio caso, utilizzo la modalità Push e vivo sereno.

Ribadisco però il concetto fondamentale:

LE DUE IMPOSTAZIONI NON HANNO NESSUNA DIFFERENZA ALL’ASCOLTO A PATTO CHE LA RIPRODUZIONE SIA CONTINUA E PERFETTAMENTE FLUIDA.

E con questa pagina si conclude la nostra vventura circa la configurazione di Foobar2000 intesa alla riproduzione Bit-Perfect, e quindi pienamente fedele al flusso dati originale.

Nei prossimi capitoli ci concentreremo sull’installazione e utilizzo delle componenti necessarie, a mio modo di vedere, al fine di sfruttare appieno il software; allo stesso tempo vedremo anche come modificare l’interfaccia utente così da poter verificare il corretto funzionamento del sistema.
Vedremo, inoltre, come aggiungere delle webradio alla libreria.

Ovviamente arriveremo anche al nocciolo della questione: rendere remotabile il sistema.

Finalmente posso scriverlo:

Buona musica!