Il secondo impianto: il ritorno

Ho appena finito di ripristinare il corretto funzionamento di un altro giradischi vintage da piazzare nel secondo impianto (attualmente completamente smantellato).

Si tratta di un Pioneer PL-130 e, nonostante sia decisamente un passo indietro rispetto al Luxman PD-272 cui ero abituato, funziona perfettamente dopo aver semplicemente sostituito cinghia e puntina (la testina è integrata nel braccio e non c’è possibilità di intervenire su quella).

È un dispositivo di inizio anni ’80 ed era dei miei suoceri, che lo hanno portato in cantina più di dieci anni fa dato che non lo utilizzavano affatto, ed è in buona sostanza un giradischi su standard P-Mount con avvio del disco automatico, posizionando il braccio in corrispondenza dell’inizio del disco si sposta un bilanciere che avvia il motore, e spegnimento e ritorno “soft” del braccio a fine disco, a fine disco il braccio sposta un ingranaggio che “aggancia” il sottopiatto ativando il sollevatore e facendo tornare il braccio in posizione; una volta tornato indietro il bilanciere di accensione viene rimesso in posizione “OFF” e si spegne tutto.

Funziona ma può essere migliorato su alcuni aspetti. Primo su tutti: il rumore! La testina esce bassa, siamo sui 3.5 mV, e il motore/sistema di trascinamento del piatto (leggerissimo e quindi altamente risonante) sono rumorosi.
Il peso AT fa il suo lavoro smorzando parte delle risonanze e dando un po’ di inerzia al sistema ma, secondo me, ci sono ancora margini di miglioramento.

Oh Schiit…

Schitt ha lanciato sul mercato due prodotti che “sognavo” da un po’…
Due prodotti tanto semplici e banali quanto introvabili sul mercato.

Di cosa si tratta?
Di due amplificatori finali, a bassa potenza, per uso prettamente near-field o in abbinamento a diffusori ad alta efficienza.

Finalmente la possibilità di costruire impianti “minimal” a componenti discreti che potrebbero, forse, avere più senso di quanto sia portati a credere.

Un’esempio?
Il mio secondo impianto!

Non mi servono potenze esorbitanti e mia moglie sarebbe immensamente grata se riuscissi a ridurre al minimo “l’impronta a terra” del tutto – Fatto salvo, ovviamente, il giradischi che ha un ingombro minimo dovuto alle dimensioni del supporto.

Una volta che il duo Luxman sarà uscito di casa, putroppo la potenziale deadline si avvicina sempre di più, avrò bisogno di rimpiazzare il tutto con qualcosa che sia più piccolo, laddove possibile, e dal look più moderno.
Queste nuove proposte di Schiit potrebbero fare al caso mio.

Senza considerare che in studio non ho mai installato un sistema desktop dedicato al Mac solo perché non volevo spendere in cinesate o investire quasi mille euro per un’integrato decente ma “piccolo”…

E siamo a due impiantini…