La “Musica Liquida” Pt.2

Eravamo rimasti ad un Macbook, collegato via Toslink a un Audiolab 8200CD V12, a sua volta collegato all’ingresso CD di un integrato Denon PMA-2000AE che pilotava, alla fine della catena, una coppia di Paradigm Monitor 7 V7.
Software utilizzato per la riproduzione: banalmente iTunes.

Non avevo nessuna dimestichezza con tutto il microcosmo della Liquida e con tutte le varie complicazioni, sensate o meno, legate alla sua riproduzione da PC. Oltretutto pensavo, erroneamente, che il collegamento ottico fosse superiore all’USB; alla fine permettevano entrambi un’uscita con profondità di 24 bit a 96 kHz (sull’Audiolab in questione l’ingresso USB era limitato a tali specifiche) con il vantaggio, non irrilevante, che la connessione ottica fosse galvanicamente isolata e, quindi, intrinsecamente libera da tutte le problematiche legate ai miei amati loop di massa (ci farò un post – ma anche una ventina – a riguardo).

Prima di storcere il naso sappiate che i risultati non erano affatto male e che, per alcuni aspetti, anche migliori del collegamento via USB (sempre sfruttando iTunes come software – quello era il vero limite intrinseco del sistema).

Di fatto avevo accesso completo alla mia libreria di musica acquistata sullo store di Apple (non poca roba in realtà – attualmente si compone di 111 album per un tatale di 5,3 giorni di riproduzione), alla mia intera discografia digitale (fisica e non) e potevo comandare tutto quanto anche stando dall’altra parte della casa direttamente dall’iPod Touch con la stessa comodità con cui di solito gestivo la riproduzione in taverna.
Non ho mai sfruttato tanto il servizio Genius di iTunes come agli inizi di questa esperienza…

Poi, però, è successo qualcosa: ho iniziato ad informarmi su cosa poter intervenire per migliorare la qualità generale di ascolto dato che lo stesso brano ascoltato prima su CD e poi dal Macbook non suonava “peggio” ma perdeva un po’ di vita e di brio.
C’era tutto in termini di dettaglio ma mancava qualcosa in termini di velocità di attacco del suono che faceva perdere un po’ della magia che la Musica sa regalare.

Non avendo nulla da perdere e avendo la fortuna di lavorare su ambiente Unix con conseguente libertà d’azione, senza dover impazzire per installare e configurare correttamente i driver per utilizzare al meglio l’ingresso USB dell’Audiolab, mi sono armato di un bellissimo cavetto USB 2.0 Belkin in dotazione all’HUB che utilizzavo quotidianamente (le due sole prese del Mac erano una bella limitazione) e ho iniziato a sperimentare.

Era appena iniziata una delle avventure più divertenti, e lunghe non essendone ancora uscito, della mia carriera da Audiofolle.

Vinile: Caparezza – Argenti Vive

Vinyl: Caparezza – Argenti Vive

Dodicesima traccia del concept album Museica*, incrocio delle parole “Musica”, “Museo” e “Sei”, il brano si ispira, come tutti quelli del doppio vinile, ad un quadro d’autore; nello specifico dell’opera “Virgil Pushes Filippo Argenti Back into the River Styx” di Gustave Dorè.

Il testo vuole essere una sorta di risposta a Dante da parte del suo ex vicino di casa, collocato tra i dannati del V cerchio dell’inferno dedicato agli iracondi, Filippo Cavicciuoli conosciuto con l’appellativo “Argenti” – sembra per il fatto che ferrasse i suoi cavalli con “ferri” in argento.
Michele Salvemini (Caparezza ndr.) ha usato queste parole per presentare il pezzo:
«Tutti prima o poi ci siamo imbattuti in una illustrazione di Gustave Dorè. Quelle nella Divina Commedia, per esempio, sono le sue ma molti lo ignorano così come ignorano che il vigoroso culturista da lui dipinto nel fiume Stige (Inferno, canto VIII) sia Filippo Argenti, vicino di casa di Dante. Il sommo poeta distrugge il dirimpettaio con un dissing violentissimo. Ora il microfono passa ad Argenti…»

*«Museica è il mio museo, la mia musica, il mio album numero 6. È stato registrato a Molfetta e mixato a Los Angeles dal pluri-blasonato Chris Lord-Alge. Essendo io sia l’autore che il produttore artistico, lo considero come un nuovo “primo” disco. È un album ispirato al mondo dell’arte, l’audioguida delle mie visioni messe in mostra. Ogni brano di Museica prende spunto da un’opera pittorica che diventa pretesto per sviluppare un concetto. Non esiste dunque una traccia che possa rappresentare l’intero disco, perché non esiste un quadro che possa rappresentare l’intera galleria. In pratica questo album, più che ascoltato, va visitato.»