Oh Schiit…

Schitt ha lanciato sul mercato due prodotti che “sognavo” da un po’…
Due prodotti tanto semplici e banali quanto introvabili sul mercato.

Di cosa si tratta?
Di due amplificatori finali, a bassa potenza, per uso prettamente near-field o in abbinamento a diffusori ad alta efficienza.

Finalmente la possibilità di costruire impianti “minimal” a componenti discreti che potrebbero, forse, avere più senso di quanto sia portati a credere.

Un’esempio?
Il mio secondo impianto!

Non mi servono potenze esorbitanti e mia moglie sarebbe immensamente grata se riuscissi a ridurre al minimo “l’impronta a terra” del tutto – Fatto salvo, ovviamente, il giradischi che ha un ingombro minimo dovuto alle dimensioni del supporto.

Una volta che il duo Luxman sarà uscito di casa, putroppo la potenziale deadline si avvicina sempre di più, avrò bisogno di rimpiazzare il tutto con qualcosa che sia più piccolo, laddove possibile, e dal look più moderno.
Queste nuove proposte di Schiit potrebbero fare al caso mio.

Senza considerare che in studio non ho mai installato un sistema desktop dedicato al Mac solo perché non volevo spendere in cinesate o investire quasi mille euro per un’integrato decente ma “piccolo”…

E siamo a due impiantini…

Niente più Foobar2000 nell’impianto principale…

Come si evince dal titolo del post: addio Foobar2000 per l’impianto principale.

Ho trovato un’offerta per un Mac Mini su Subito.it e non me lo sono lasciato scappare per due semplici motivi: sfruttare l’abbonamento Apple Music per lo streaming in alta risoluzione e, soprattutto, sfruttare la licenza di Audirvana 3 e l’integrazione con iOS per una gestione headless del tutto.

Devo ammetterlo: la facilità di integrazione e gestione remota offerte dalla combo macOS e iOS è impareggiabile.

C’è da dire che, però, non ho abbandonato del tutto Foobar2000.

Me lo sono, semplicemente, portato in ufficio.