Fosi Audio V3 – Le prove di ascolto continuano

Recensire questo piccoletto sta diventando ogni giorno più complicato…
Non tanto per quanto riguarda le sue abilità sonore, e di pilotaggio, quanto per trovarne i limiti di utilizzo aggirando il suo unico, vero, punto debole: il singolo ingresso linea.

Ieri ho deciso di montare a monte dell’integrato uno switch a tre vie così da poter “simulare” l’utilizzo del Rotel RC-1570 che, di fatto, utilizzo nel 95% per selezionare tre sole sorgenti:
– Lettore SACD
– Giradischi
– Impianto HT

Coi primi due non mi aspettavo grosse soprese e, difatti, il comportamento del V3 si è confermato essere quello che mi aspettavo.

Il terzo utilizzo è quello che, forse, mette più in difficolta il Fosi V3; e lo fa per un semplice motivo: manca di birra nei momenti ad ampia escursion dinamica (esplosioni e simili).
Sto pensando di procurarmi un alimentatore a 48 V per verificare se, così facendo, risolverei il problema…

Stay tuned…

Oh Schiit…

Lo hanno fatto.
Signori, lo hanno fatto!

Ho appena scoperto, per puro caso, che Schiit ha rilasciato il preamplificatore che stavo aspettando (da loro) e che potrei, uso il condizionale, decidere di acquistare per davvero!

Di cosa si tratta?

Di Kara.

Sulla carta, ma non solo, si tratta di Freya S con, in più, un’uscita cuffia; proprio l’uscita per le cuffie è la chicca che lo rende ideale per le mie tasche e le mie necessità!
Questo e il fatto che, stando al report dell’AP555, offre prestazioni oggettive decisamente superiori a quelle del mio attuale Rotel RC-1570 – Il che non guasta.

Ora si tratta solo di sentire il distributore, Pro Audio Italia, e capire disponibilità e costi.

Incrociamo le dita!

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Il disco di questa settimana è un live su doppio vinile a 45 giri, non eccezionale dal punto di vista sonoro, del concerto che i Pink Floyd hanno tenuto in occasione del festival di Knebworth nel 1990.

La performance non è certamente delle migliori ed è stata decisamente compromessa dal temporale che ha letteralmente colpito il palco durante la loro performance ma, proprio per questo motivo, lo reputo un disco da tenere in considerazione.

Pink Floyd – Live at knebworth 1990

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