Amplificazione e DAC Schiit in arrivo!

No.
Non si tratta di Kara/Vidar2 e Bifrost 2/64… Per quelli ci vorrà ancora del tempo – soprattutto per Bifrost…

Ieri ho fatto “la pazzia”: ho deciso di fare un piccolo upgrade all’impianto cuffia in studio e ho ordinato, da ProAudio Italia – il distributore ufficiale per l’Italia del marchio americano, i due piccoli di casa (entrambi disponibili immediatamene al momento di inoltro dell’ordine):

Magni+

Modi+

Cosa mi aspetto di ottenere in più rispetto al mio “integrato” attuale? Tre cose su tutto:

  1. Beneficiare maggiormente della qualità degli album Hi-Res disponibili a catalogo Apple Music – il MF è limitato a 24 bit / 96 kHz.
  2. Un suono un po’ meno analitico e più rilassato. Ho preso il MF proprio per questa sua caratteristica di essere abbastanza neutro e “pulito” ma ho voglia di cambiare un po’, Ogni tanto ci vuole…
  3. Ultimo, ma non ultimo, ho voglia di sentire con le mie orecchie come suonano i prodotti usciti dalle menti di Stoddard e Moffat.
    Ho proprio voglia di ascoltare il suono Schiit e questo sarebbe un ottimo banco di prova a “basso costo” – meno di € 360,00 spedizione inclusa, per un DAC di tutto rispetto e un ampli cuffia, a componenti discreti (gli IC inseriti nella circuiteria di potenza sono, ipotizzo, degli OpAmp utilizzati come DC Servo) in grad di pilotare praticamente di tutto…

Poi, magari, me ne pentirò ma…Schiit happens.

Fosi Audio V3 – Ora con alimentatore a 48 V

Sono, ormai, quasi due settimane che utilizzo il V3 con l’alimentazione “maggiorata”.

È vero che sto “ascoltando” l’impianto come sottofondo per i lavori di installazione del trattamento acustico della sala ma sento di poter dire che, almeno all’apparenza, la PSU a 48 V aiuta il piccoletto nella gestione dei contrasti dinamici ad alto impatto.

Avverto più spinta è un maggior controllo in basso a beneficio della risoluzione generale dell’impianto e, soprattutto, l’abbinamento all’impianto HT dovrebbe beneficiarne maggiormente…

Il vero problema è che non so quanto dipenda dalla nuova alimentazione e quanto, invece, dipenda dal trattamento acustico in fase di realizzazione.

Entro questo fine settimana dovrei, uso il condizionale, finire di montare i pannelli a soffitto; monterò nuovamente i Rotel per rifarmi un’idea dell’impianto standard e trarrò le mie conclusioni.

Una cosa è certa: investite nei trattamenti acustici! Non nei risuonatori, che non mi hanno mai convinto, ma nel trattare prime riflessioni, punti modali per i bassi e aree di risonanza. Sono i soldi meglio spesi in assoluto!

Oh Schiit & Fosi & Thomann.de

Dunque. Ho fatto due conti della serva ed è venuto fuori che non mi posso permettere lo Yggdrasil ed il Kara insieme.
Considerando che voglio sostituire il Rotel RC-1570 perché, di fatto, non sto più utilizzando il DAC integrato, sfrutto l’ingresso coassiale del DCD-A100, e che lo Yggy sarebbe stato più un “capriccio” che una necessità (ma nemmeno il Kara sarebbe una necessità a volerla dire tutta) ho deciso di rinunciare a quest’ultimo nonostante il prezzo fosse, a tutti gli effetti, allettante.

Ma non tutto è perduto, forse, sul fronte Multibit – E l’immagine in evidenza dovrebbe suggerire qualcosa.

In compenso, grazie ad Amazon.it, ho acuistato l’alimentatore da 48 V per il Fosi V3. Ora si tratta di aspettare fino al 6/09 per capire quanta spinta in più si riesce ad ottenere dal piccoletto.

Infine, ciliegina sulla torta, questa settimana dovrei ricevere un “pacchetto” da 70 kg di materiale per trattare acusticamente la taverna.

Se ne prevedono delle belle in questo mese di settembre!