Nuovo finale multicanale Schiit Kraken

Ecco.

È successo di nuovo.

Jason Stoddard ha annunciato un nuovo prodotto Schiit che mi fa gola. E questa volta non per un utilizzo stereo ma per risolvere, forse definitivamente, la gestione dell’amplificazione di potenza dei canali surround/centrale/Atmos dell’impianto HT.

Ovviamente dopo che il sottoscritto si è attivato, su Kickstarter, per sovvenzionare la campagna relativa al nuovo Fosi Audio V3 Mono (ho donato per riceverne 3 – surround e centrale – con una piccola aggiunta per raggiungere la cifra tonda di donazione) e con l’importatore/distributore del marchio americano per un Gjallarhorn da dedicare ai canali Atmos.

Kraken, così si chiamerà il finale multicanale, dovrebbe essere presentato nel corso della settimana e dovrebbe trattarsi di un finale 5 canali di potenza non elevatissima ma di indubbia qualità.
Mi aspetto un dispositivo che condivide lo chassis di Tyr con tre canali da 60 su 8 ohm (sezione di potenza di Ragnarok) dedicati a frontali e centrale e due canali da 15/20 W (Gjallarhorn un po’ più spinto grazie alla maggior dissipazione) per i canali surround.

Vedremo…

Schiit Aegir 2 – La curiosità non è affatto poca

Schiit ha ufficialmente annunciato/reso ordinabile il nuovo “piccolo” di casa in versione 2 e con alcuni, sostanziali, aggiornamenti rispetto al predecessore.

Qualcuno si chiederà perché ho virgolettato “piccolo”… Beh, il perché è semplice: ora esiste un altro amplificatore per diffusori che può fregiarsi della tecnologia “Continuity” ed è Gjallarhorn per cui Aegir 2 è ancora “piccolo” ma non è più il “più piccolo”.

Ora torniamo a noi: Aegir 2 – In cosa differisce da Aegir OG è, soprattutto, perché la curiosità su questo finale non è poca?
Andiamo con ordine:

I miglioramenti introdotti, in termini di specifiche dichiarate per le grandezze “standard”, non mancano affatto:
– Si passa da 20 W per canale a 30 W su 8 ohm / da 40 a 50 su 4 ohm / da 80 a 100 W in utilizzo mono. Di fatto, in mono, compete con Vidar in termini di potenza erogata (ma non di capacità di tenuta del carico – FATE ATTENZIONE A QUESTA COSA PRIMA DI ACQUISTARNE DUE)
– L’estensione in frequenza passa da 500 kHz a -3 dB a 550 kHz – Per cui il finale dovrebbe essere più stabile e lineare nella gestione di picchi/transienti/sfasamenti in banda audio
– THD e IMD passano da 0.01% a 0.005% entrambi a 20 W – Di fatto da 80 dB a -86 dB
– SNR passa da -112 dB a -122 dB a piena potenza (A-weighted)

Altre differenze riguardano il trasformatore utilizzato, torodiale (lo stesso impiegato su Ragnarok 2) invece che a pacco di lamelle, il fatto che i ponti diodi di raddrizzamento delle alimentazioni sono basati su componenti discreti e non più su circuiti integrati (4 diodi distinti anziche 4 diodi incapsulati in un unico componente), un minor consumo in stand-by e, infine, una polarizzazione in classe A leggermente più bassa (circa 5 W contro i 10 di Aegir OG). Il tutto porta ad un dispositivo più efficiente e meno esoso dal punto di vista energetico: la potenza massima consumata dichiarata passa da 450 W a 250 W. Non poco!

La differenza più intrigante, e teoricamente peggiorativa, riguarda il damping factor: da un valore, dichiarato, >100 si passa ad un valore pari a >10. Siamo ai livelli di ampli valvolari a bassa potenza e decisamente non si tratta di numeri entusiasmanti (anzi!) ma c’è un “MA” non da poco…
Aegir 2 porta la tecnologia “Halo” (solo in modalità mono) nel mondo degli amplificatori per diffusori; cosa significa? Significa che il diffusore, in realtà, non è “solo” il carico di lavoro dell’amplificatore stesso ma è parte integrante del suo circuito di feedback… Di fatto mi aspetto che la risposta in frequenza sia poco inficiata dall’andamento del modulo di impedenza del diffusore in quanto lo stesso viene visto e compensato istantameamente dal finale.
La teoria vorrebbe che, addirittura, la risposta complessiva del sistema risulti non solo più lineare in termini di ampiezza ma anche in termini di gestione degli sfasamenti ingresso/uscita e, forse, in termini di ditorsione complessiva del segnale audio…
Il problema? Uno solo: si tratta solo di supposizioni teorice non avvalorate da studi di settore e/o misure con campionamento sufficientemente ampio da poter avvalorare l’ipotesi.

Tutti quelli che lo hanno ascoltato, e paragonato ad Aegir, sostengono suoni meglio del predecessore. Nessuno è in grado, però, di definire da cosa dipenda/cosa significhi questo “meglio”.

Sono curioso di poterlo ascoltare!!!

Non solo Musica da riprodurre…

È successa una cosa che non pensavo potesse accadere nuvoamente: sono entrato nuovamente nel vortice della chitarra…

Nelle ultime settimane ho avuto modo, finalmente aggiungerei, di suonare quotidianamente le mie fidate chitarre elettriche (una Ibanez RG1570 e una Epiphone SG ’61 Standard del 1999). Il tutto, però, senza collegarle all’amplificatore perché anni or sono ho letteralmene fondato il jack cuffie e, di conseguenza, mi è impossibile suonare senza disturbare il resto della famiglia.

La cosa ha portato a scoprire aspetti del tutto inaspettati delle dinamiche di famiglia e, manco a farlo apposta, ha riacceso le mie “voglie di modifica” sopite nel tempo… Cosa intendo?

  • La figlia grande, di tre anni e mezzo, vorrebbe “suonare” le chitarre ogni volta che le vede ma ci sono due aspetti non da poco che la ostacolano: il peso e le dimensioni degli strumenti. Per lei, scricciolo, sono letteralmente ingestibili…
  • Mi manca il suono distorto di un ampli e la sensibilità nelle mani per poter gestire il suono amplificato – Sono fermo da quasi sette anni…
  • Suonando mi sono ricordato che la Epiphone ha il selettore dei pickup andato e che sarebbe, quindi, da sostituire. Gli accordatori, inoltre, soffrono l’età e non tengono più l’accordatura da un giorno con l’altro…
  • Suonando mi sono ricordato che il pickup al ponte della RG1570 è da sostituire per portarlo al livello del DiMarzio Air Norton che gli ho montato al manico nel 2014…

Le soluzioni?

  • Ordinata Ibanez, si sono un fan del marchio, PGMM11-JB come giocattolo personale e per sanare le voglie chitarristiche della bimba – È da anni che desidero una Paul Gilbert Signature e questa in un certo senso esaurisce anche tale desiderio.
  • Ho trovato un Orange Crush Mini usato, su Subito.it, ad un prezzo allettante e l’ho preso ad occhi chiusi. Non un mostro di amplificatore e decisamente limitato dall’altoparlante integrato (l’elettronica dovrebbe essere più che decente) ma per riprendere a suonare in amplificato va più che bene e, soprattutto, è dotato di uscita cuffie ed è trasportabile facilmente nonché gestibile anche dalla figlia
  • Comprato selettore, Göldo, e meccaniche locking, Gotoh, per risolvere entrambi i problemi
  • Ho trovato un DiMarzio PAF Pro F-Spaced usato, sempre se Subito.it, che finirà al ponte della RG1570. Dovrei ottenere più corpo e spinta oltre che un minor stacco con l’Air Norton al manico.
  • Preso dalla scimmia dei pickup ho ordinato anche due humbucker da montare sulla SG… Sempre DiMarzio: un Super Distortion per il ponte e un Super 2 per il manico
  • I PAF della Epiphone finiranno sulla PGMM… Per cui ho ordinato anche un selettore a tre vie per gestire i due pickup che escono a due fili e non a 4 come gli Infinity R montati sulla Mikro

Seguiranno articoli in dettaglio su tutto quanto.

Per ora posso anticipare che oggi è previsto l’arrivo della PGMM11-JB e dell’ordine Thomann (Supero Distortion, Super 2 e selettore per la SG) e che, quindi, stasera mi divertirò non poco…