Settimo arrangiarsi – Ovvero come il REL è tornato a fare il suo lavoro in HT

Ci eravamo lasciati con un REL T5 non più funzionante in quanto guasto.

Nel mio studiare un modo per ripararlo ho scoperto che si tratta, a tutti gli effetti, di una problematica comune a quasi tutti i REL dotati di amplificazione in classe AB: le resistenze utilizzate come limitatori di corrente per generare le tensioni di alimentazioni della scheda “pre”, che di fatto dissipano qualche watt da quando si accende il dispositivo a quando si spegne (se non ho intepretato male lo schema circuitale sono “attive” anche quando il sub è in stand-by) e col tempo cuociono i condensatori elettrolitici che sono stati piazzati lì in mezzo. Cotti gli elettrolitici di filtraggio dei segnali linea i driver dei finali vanno in saturazione ed ecco che in uscita c’era, in sostanza, la tensione di alimentazione dei transistor che si occupavano della semionda negativa del segnale amplificato.
Ripeto: un problema che facendo due ricerche in rete sembra essere comune a moltissimi prodotti fino alla serie Tx (inclusa).

Il fatto che si tratti di un problema noto, e che REL utilizzi la stessa scheda di potenza da qualche tempo (cosa che non mi ha stupito positivamente) mi ha permesso di risalire abbastanza in fretta all’elenco dei componenti passivi che avrei dovuto acquistare per ripristinare il corretto funzionamento del sub; prezzo d’acquisto per i componenti (dimensionati un po’ meglio e selezionati per qualità): € 74,00 spedizione inclusa. Non tantissimo ma, a quella cifra, ho preferito un approccio un po’ più drastico e rapido…

Vedete: TUTTI i sub REL “Hi-FI” sono dotati del famoso ingresso di alto livello con connettore Neutrik Speakon (altra semi delusione una volta visto il circuito interno – penso sia del tutto analogo a quello presente su qualsiasi altro sub dotato di ingresso ad alto livello ma con una connessione di estrazione Pro); orbene: detto connettore nasce proprio per portare potenza ai sistemi PA ad uso professionale al fine di garantire sicurezza di connessione e minima resistenza di contatto.
Sembra fatto apposta per collegare l’altoparlante del T5 ad un amplificatore esterno!

E così ho fatto: ad una cifra inferiore a quella prevista per resistenze/condensatori nuovi ho preso un Fosi Audio TP-02: un amplificatore monofonico, con filtro passa basso regolabile, di potenza analoga a quello integrato nel T5 e di immediato utilizzo.

Il risultato?

Il T5 ora funziona anche meglio di prima! L’ho preso usato e, quindi, il suo modo di suonare ho sempre pensato fosse quello corretto… Non so se fosse realmente così o se sono stato fregato e stava già iniziando a tirare le cuoia ma, devo dirlo, l’abbinamento col “cinesino” è fenomenale!
Molta più spinta nonostante la potenza del TP-02 sia di 120 W (il rel T5 viene venduto come dotato di ampli da 125W) e, di conseguenza, molto più coinvolgimento nella visione dei film; che è poi l’utilizzo che faccio del sub…

Certo: non ho più l’ingresso di alto livello/basso livello stereo ma, fortunatamente, non si tratta di funzionalità per me indispensabili. Lo erano quando avevo i Rotel al posto di Kara e Vidar 2/Aegir ma ora, per fortuna, non lo sono più.

Qui di seguito i link Amazon ai vari prodotti che ho utilizzato per sistemare il REL.

Se farete acquisti, una volta aperto uno dei link qui sotto, riceverò delle commissioni che mi aiuteranno a portare avanti il progetto AudioFoolosophy. Le commissioni non comportano per voi nessun sovrapprezzo e verranno conteggiate, da Amazon, per tutti i prodotti che acquisterete a patto che l’acquisto venga perfezionato nella stessa sessione.

RBR – Ovvero proverò a riparare il REL bypassando l’elettronica REL…

Ho fatto una rapida analisi del guasto sul T5: chi ha progettato il layout delle componenti del PCB di alimentazione e potenza ha commesso un po’ troppi errori di valutazione… Sembra quasi che sia stato fatto in un’ottica di obsolescenza programmata: dopo tot ore di utilizzo alcuni componenti vengono cotti dai resistori di potenza e “pop” il sub smette di funzionare.
In rete è pieno di persone che si sono imbattute nel mio stesso problema (anche su prodotti più vecchi/recentiNel fra del T5 in mio possesso – il layout del circuito incriminato è rimasto pressoché invariato nel tempo).

Le strade che percorrerò sono due: bypassare completamente l’elettronica REL sfruttando un amplificatore per sub esterno, in arrivo oggi, senza però stravolgere l’estetica del sub e, soprattutto, senza rendere la cosa permanente; ordinare su Mouser le componenti difettose e tentare una ripristino dell’elettronica originale. La seconda parte richiederà tempo e pazienza perché vorrei fare le cose fatte bene…

Seguirà, ovviamente, resoconto dettagliato degli eventi.

Nel frattempo: pazzie americane stanno prendendo forma nella mia mente…

Schiit Kraken – Il mio pensiero dopo qualche mese di utilizzo

Per chi non lo sapesse il “piccolo” Schiit Kraken è un finale multicanale, cinque canali per l’esattezza, che racchiude in sé buona parte del know-how e del pedigree del resto dei finali del marchio americano:
– stadi di guadagno e potenza completamente a discreti, con transistor BJT come dispositivi attivi, e con feedback in corrente
– circuito completamente accoppiato in continua senza alcun condensatore sul percorso di segnale – per tutti e cinque i canali
– sistema di monitoraggio continuo delle condizioni statiche/dinamiche, indipendenti per ogni canale, basato su microprocessore PIC a 32 bit
– e altro ancora che sicuramente ho dimenticato…

Per riassumere: si tratta di un finale multicanale in grado di erogare “soli” 20 W per canale su 8 ohm con tutti e cinque i canali in funzione; con due canali continuativamente in funzione la potenza erogata sale a 30 W ma… un singolo canale dovrebbe essere in grado di erogare 40/60 W con picchi di corrente di, circa, 100 A (ovvero potenza istantanea quasi infinta in termini di utilizzo reale).
So che sembrano pochi watt, e lo sono per gli standard moderni, ma è anche vero che difficilmente durante la visione di un film (o di un concerto) si hanno tutti i canali in funzione, a livelli di riferimento, nello stesso momento. Di fatto, in uso, ci ho sostituito un Rotel RB-993 e il Vidar senza alcun problema. L’unica, vera, differenza, è che il volume impostato sul sintoamplificatore, che io uso come preamplificatore puro (grazie Marantz), deve stare a livelli decisamente più alti dato il basso valore di guadagno offerto (20 dB dichiarati).

Ci sono frangenti in cui vorrei avere più potenza? Si: sul sub! Il “piccolo” Rel T-5 fa più fatica a lavorare in sinergia con Kraken che con i due finali che lo hanno preceduto… Nelle scene “esplosive” sembra sempre arrivare un po’ più lungo del dovuto e col fiato corto; prima, probabilmente, il Rotel creava qualche coda che mascherava la cosa. Credo…

Sta di fatto che Kraken, da solo, si è sempre dimostrato più che sufficiente per i miei scopi, nel mio ambiente e con i miei diffusori. Con Forkbeard, inoltre, non ho mai visto l’ampli uscire dalla polarizzazione in classe A…
Potrei ottenere di più dall’impianto? Probabilmente si: inserendo Vidar 2 per i due canali frontali e lasciare a Kraken il compito di gestire centrale, surround e i due Atmos. Di fatto lo farei lavorare quasi esclusivamente su singolo canale tranne che nelle scene esplosive…

Proverò e, nel caso, “libererò” Gjallarhorn dal suo attuale utilizzo come ampli Atmos.

Resta il fatto che, cari miei, bisognerebbe iniziare a smettere di inseguire solo i watt a tutti i costi e in tutti gli impianti.