Scusate la latitanza ma il periodo è di quelli impegnativi.
Nuovo lavoro, nuove mansioni, nuovi orari… Nuovo tutto!
Il vantaggio è che avrò modo, forse, di gestire un minimo il blog anche dall’ufficio.
Next step: chiudere la guida di Foobar 2000
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Next step: chiudere la guida di Foobar 2000
Eccoci col primo appuntamento dedicato ai componenti di Foobar2000.
Non so se ve lo ricordate ma qualche tempo fa ho scritto un articolo sugli HDCD e sul fatto che, non avendo più un lettore in grado di decodificare tale formato, stavo studiando un modo per effettuare la decodifica in fase di ripping dei CD così da ottenere un file FLAC contenente tutte le informazioni già pronte da dare in pasto al DAC senza preoccuparmi di null’altro.
Facendo 2+2, dando per scontato che seguiate il blog e avete letto il titolo del post, avrete capito che ho risolto il mio cruccio tramite Foobar2000 ed il suo componente dedicato al decoder HDCD che potete scaricare, nella sua ultima versione, a questa pagina.
Una volta scaricato, installato e reso operativo (riavviando Foobar2000) il plugin non vedrete assolutamente nulla di diverso a livello di interfaccia né avrete alcuna indicazione sul fatto che il decoder sia o meno attivo in fase di riproduzione di quei brani provvisti di tale codifica per cui, come me, vi troverete spiazzati senza sapere che pesci pigliare.
Non preoccupatevi che adesso vedrò di darvi una mano a capire e sfruttare bene il componente appena installato.
La prima cosa da fare, ovviamente, è verificare la presenza di tracce HDCD nella nostra libreria. Per fare ciò è sufficiente:
Il processo richiederà un po’ di tempo in base all’estensione della vostra libreria musicale. Nel mio caso la scansione è stata completata in circa 20 minuti.
Nel riquadro “Processing”, che nello screenshot è vuoto, vengono visualizzati i file attualmente in elaborazione; l’elaborazione stessa è effettuata in ordine casuale (o almeno così mi è parso di intuire).

A scansione ultimata, portate pazienza nel caso in cui la vostra libreria sia pesante, Foobar2000 visualizzerà una finestra che elenca tutte le tracce HDCD presenti nell’archivio e le varie “opzioni” di codifica presenti.

Se adesso provate a riprodurre una delle tracce HDCD rilevate vedrete, con piacere, che non avete ancora modo di capire se il decoder sta lavorando né come sta lavorando… E questa è una cosa che a me ha fatto un po’ innervosire.
Il sistema rileva gli HDCD, in teoria li gestisce, e decodifica correttamente ma non ho modo di sapere se lo stia facendo veramente o meno.
Fortunatamente da questo punto di vista ci viene in aiuto la completa personalizzazione dell’interfaccia grafica di Foobar2000 e delle informazioni visualizzabili a schermo.
Interpellando le giuste variabili e visualizzando le giuste informazioni saremo in grado di far visualizzare tutto ciò che ci interessa sapere in modo davvero chiaro e trasparente.
Ecco come:
A questo punto la finestra vi mostrerà una finestra in due sezioni: la parte in alto riguarda la gestione del “Tema” per cui dell’aspetto generale del software mentre la seconda, quella che ci interessa, riguarda la personalizzazione delle informazioni di riproduzione “Playback state display formatting”.
L’area si divide in tre parti:
A titolo di esempio di seguito vedete le mie impostazioni e le informazioni che visualizzo a schermo:

Come vedete nella barra del titolo ho inserito un flag che mi avvisa quando il decoder è attivo aggiungendo la voce “HDCD: ON” in testa al titolo stesso.
La barra di stato, invece, visualizza più informazioni e in dettaglio:
Le informazioni legate alla decodifica del formato HDCD, però, non si fermano solamente qui per quanto riguarda la barra di stato: il file in riproduzione è un FLAC a 16 bit (come indicato nella scheda in alto a DX) ma, come si può vedere dalla barra di stato, il software sta gestendo un input a 24 bit. Questa è un’ulteriore conferma dell’attivazione del plugin nonché un’altra cosa da “inserire manualmente” nel sistema perché non prevista di default.
Per facilitarvi un po’ il lavoro vi riporto qui di seguito le stringhe da inserire per visualizzare le info così come le ho impostate io (copiate ed incollate SOLO la parte in grassetto e corsivo):
Per rendervi ancora più facile e pronto il tutto queste sono esattamente le mie impostazioni di visualizzazione:
Spero di esservi stato utile. Se avete dubbi o domande chiedete nella sezione commenti che vedrò di aiutarvi per quanto possibile.
Buoni ascolti!
Se sei arrivato fino a qui è perché non ti basta poter ascoltare la tua musica da Foobar2000 con le impostazioni di default.
Anche perché, a volerla dire tutta, non stai nemmeno ascoltando esattamente la tua musica ma stai facendo rielaborare i tuoi file dal mixer di Windows che si sta occupando di prendere lo stream originale, se così possiamo definirlo, e riconvertirlo (non so con che tipo di algoritmo/approssimazione/fedeltà) a quella che è la configurazione impostata per il dispositivo audio in uso.
Come fare per risolvere questo problema e passare al cosiddetto Bit-Perfect?
La risposta è abbastanza semplice e, almeno in teoria, funziona per tutti i DAC riconosciuti dal sistema: bisogna installare un componente di Foobar2000 (e quindi iniziare ad apprezzare appieno la modularità del sistema) per bypassare il mixer di Windows e fare in modo che il flusso dati sia portato ad un livello macchina che sia il più basso possibile.
Microsoft stessa ha sviluppato una serie di API utili a tale scopo che rientrano nel cosiddetto WASAPI o, per esteso, “Windows Audio Session API” e, fortunatamente per noi, qualcuno si è preso la briga di studiarsi tali istruzioni ed integrarle in un componente che ha l’esatto compito di rendere Foobar in grado di interfacciarsi direttamente con il nostro dispositivo USB: tale componente si chiama “WASAPI Output Support” ed è arrivato alla sua versione 3.3.
Per scaricare il componente in questione cliccare QUI e cliccare Download. Una volta terminato il download del file dovrete, molto semplicemente, lanciarlo e seguire le istruzioni a video per procedere con l’installazione. Vi sarà chiesto di riavviare Foobar2000 e, come per magia, vi comparirà nell’elenco dei componenti installati assieme a quelli già presenti di default (l’elenco è visibile dal menù Preferences).
Bene, ora che abbiamo scaricato ed installato il componente non ci resta altro da fare se non attivarlo in tutto e per tutto.
Per fare ciò dobbiamo andare al pannello di gestione dell’Output (Playback/Output) e selezionare come dispositivo di uscita WASAPI (event o push): Nome del nostro DAC. Vi consiglio di iniziare selezionando la voce con funzionamento PUSH perché maggiormente compatibile; spiegherò più avanti le differenze tra le due modalità di esecuzione.
Una volta selezionato il nostro dispositivo vedrete che le opzioni riportate sotto alla gestione del buffer (di default impostato a 1000 ms) sono diventate accessibili e modificabili: impostate la profondità di bit, come suggerito anche da Foobar stesso, alla massima dichiarata per il vostro DAC mentre per quanto riguarda la voce “Buffer Lenght” dovrete sperimentare un po’, più avanti, per adeguare tale “riserva di musica” al vostro setup definitivo.
Considerate, però, che un buffer troppo corto può risultare in una riproduzione intermittente e un buffer troppo lungo può causare (anzi causa) ritardi di risposta del sistema.
Se provate ad avviare la riproduzione di un qualsiasi brano adesso, SENZA ATTIVARE nessun DPS (anche perché non ne abbiamo ancora parlato), vedrete che il vostro DAC aggancia il segnale alla frequenza di campionamento del pezzo in riproduzione. State ascoltando in “Bit-Perfect”.
Ora vediamo quali sono le differenze tra le due modalità operative del componente WASAPI:
All’atto pratico i due sistemi, se correttamente implementati e funzionanti, non hanno alcuna differenza all’ascolto ma differiscono a livello di bilanciamento del carico di lavoro.
Bisogna, però, tenere conto che con la modalità Push il PC gestisce il flusso, e quindi lo subordina all’eventuale elaborazione dei dati (sovracampionamento, filtraggio, equalizzazioni e così via) rischiando di saturare il buffer del DAC (che a sua volta attua elaborazioni del segnale) qualora l’elaborazione dei dati fosse troppo veloce (eventualità veramente difficile perché “regolata” dallo stream/durata del bano); d’altro canto la modalità Event potrebbe fare in modo che il DAC richieda dei dati non ancora disponibili, perché non ancora elaborati dal PC, causando dei vuoti di memoria (eventualità assai più probabile perché il controller USB integrato nel DAC non sa a che ritmo deve gestire il flusso dei dati).
Per ovviare a questi problemi bisogna intervenire modificando la dimensione del buffer di uscita di Foobar2000 che ha lo scopo di uniformare il flusso dei dati in uscita dal sistema. Sia che questi siano spinti fuori dal PC sia che questi siano tirati dentro il DAC.
Ogni combinazione PC/DAC trova il suo equilibrio in un valore differente impostato per tale cuscinetto. Valore che può essere trovato solo sperimentalmente, e da voi, in base alle configurazioni in uso sul vostro sistema.
Io, nel mio caso, utilizzo la modalità Push e vivo sereno.
Ribadisco però il concetto fondamentale:
LE DUE IMPOSTAZIONI NON HANNO NESSUNA DIFFERENZA ALL’ASCOLTO A PATTO CHE LA RIPRODUZIONE SIA CONTINUA E PERFETTAMENTE FLUIDA.
E con questa pagina si conclude la nostra vventura circa la configurazione di Foobar2000 intesa alla riproduzione Bit-Perfect, e quindi pienamente fedele al flusso dati originale.
Nei prossimi capitoli ci concentreremo sull’installazione e utilizzo delle componenti necessarie, a mio modo di vedere, al fine di sfruttare appieno il software; allo stesso tempo vedremo anche come modificare l’interfaccia utente così da poter verificare il corretto funzionamento del sistema.
Vedremo, inoltre, come aggiungere delle webradio alla libreria.
Ovviamente arriveremo anche al nocciolo della questione: rendere remotabile il sistema.
Finalmente posso scriverlo:
Buona musica!