I componenti di un impianto Hi-Fi

Considerando che da molte parti ho ricevuto critiche del tipo “Ho visto il tuo blog. Io non ci capisco niente!”, credo possa valere la pena dare un’infarinata di base…

La cosa più sconcertante è che, nonostante tutto, si tratta di sistemi che fino a vent’anni fa erano nelle case di chiunque. E che ancora oggi sono nelle case di molte persone… E che, anche se in scala, sono assimilabili anche al cellulare e le cuffie con cui la gente ascolta Spotify.

Delusioni personale a parte facciamo un po’ di ordine e vediamo di chiarire qualche concetto.

Per ascoltare Musica, qualsiasi tipo di musica, servono almeno quattro elementi base“:

  1. un supporto che “contiene” l’informazione
  2. un dispositivo che sia in grado di “intepretare” l’informazione
  3. un dispositivo che sia in grado di “rendere fruibile” l’informazione
  4. un dispositivo che sia in grado di “emettere” l’informazione

Come facilmente intuibile dei quattro elementi di cui sopra tre possono essere accorpati nel sistema di riproduzione. Il nostro “impianto” appunto.

Se pensate che sia una cosa davvero astrusa vi consiglio di prendere in mano il vostre telefonino e vederla così:

  1. Server di Spotify/AppleMusic/YouTube
  2. App di [Inserire qui la piattaforma di streaming in uso]
  3. Il vostro telefono su cui gira l’app di [Inserire qui la piattaforma di streaming in uso]
  4. Le vostre cuffie

Il concetto vi pare ancora astruso? Non credo…
Devo, però, ammettere che l’esempio non è propriamente calzante ma rende bene l’idea.

Ora, tornando a noi e considerando una configurazione, semplice i quattro elementi sarebbero:

  1. Il CD – Ovvero il supporto che contiene l’informazione
  2. Il lettore CD – Overo il dispositivo che è in grado di leggere il CD e, quindi, “interpreta” l’informazione
  3. L’amplificatore – Ovvero il dispositivo che è in grado di prendere il segnale in uscita dal lettore CD e “lo rende fruibile” amplificandolo
  4. I diffusori (o casse) – Ovvero il dispositivo che “emette” l’informazione musicale

In uno stereo portatile i tre elementi di riproduzione sono inseriti in un unico blocco e i cavi di connessione non servono; servirà solamente un cavo di alimentazione (ammesso e non concesso che sia sostituibile).

Un esempio di “sistema portatile” – Yamaha TSX-B235D

In un sistema compatto commerciale, invece, gli unici cavi necessari, oltre a quello di alimentazione, sono quelli dei diffusori (che generalmente non sono sostituibili)

Un esempio di “sistema compatto” – Yamaha Pianocraft 470

Ci sono poi i sistemi a componenti discreti in cui i tre elementi di riproduzione sono suddivisi in tre dispositivi distinti e necessitano, ovviamente, di ulteriori cavi di segnale per connettere il lettore CD all’amplificatore.

Un esempio di “sistema a componenti discreti” – Yamaha Pianocraft 670

Va da sè che con l’aumentare della complessità del sistema, e dei dispositivi che lo compongono, i cavi necessari al collegamento degli stessi aumentano in modo direttamente proporzionale.

Aggiungo, inoltre, che per sistemi come quelli riportati ad esempio non avrebbe senso andare ad investire in cavi particolari.

Ora che abbiamo un’infarinatura di base possiamo pensare di andare avanti e sviscerare maggiormente le componenti degli impianti così da capire un po’ meglio le caratteristiche dei segnali che generano.

Alla fine della fiera dei cavi se ne parlerà tra un po’.

Foobar2000: i resampler

Il canale YouTube ha assorbito più energie di quanto immaginassi ma penso sia anche perché, finalmente, ho avuto una buona scusa per riprendere i mano reflex, treppiedi e attrezzatura varia rimasta abbandonata nell’armadio in questi mesi di domiciliari causa Covid.

Ci eravamo lasciati parlando di supporti analogici da un lato, in ottica di parlare in modo approfondito dei cavi per l’impianto, e di cosa sono i resampler e, soprattutto, a cosa servono dall’altro.

Oggi riprenderò proprio questo secondo argomento, i resampler, e lo contestualizzerò in Foobar2000.

Partiamo da una piccola precisazione: Foobar2000 supporta pressoché infiniti componenti adibiti al resampling cui si può accedere direttamente dalla pagina dedicata ai plugin dal sito di Foobar2000 stesso.

Personalmente ho sperimentato solamente alcuni di quelli presenti nell’elenco. Nello specifico:

  • SRC, o Secret Rabbit Code: uno dei più potenti resampler disponibili in termini di qualità ottenibile ma tendenzialmente pesante se non configurato correttamente. Altra pecca: lavora “a numeri interi” e quindi digerisce male i sovracampionamenti non interi.
  • dBpoweramp/SSRC: poco esigente in termini di risorse. Si tratta più che altro di un comodo “downsampler” qualora doveste utilizzare DAC che non supportano frequenze di campionamento elevate. Reputo comunque migliore SRC anche in questa tipologia di utilizzo anche se più esigente. Anche questo resampler è basato sulle librerie di Secret Rabbit Code.
  • PPHS: ottimo resampler per sovracampionamenti interi. Abilitando la modalità “Ultra Mode“, che ne migliora le performance in caso di conversioni da 44.1 kHz a 48 kHz, diventa davvero troppo esigente in termini di risorse di sistema offrendo risultati comunque analoghi a quelli riscontrabili con SRC.
  • SoX: al pari di SRC, leggermente meno impattante in termini di risorse di sistema ma lavora in virgola mobile per cui si trova decisamente a suo agio nella gestione di sovracampionamenti non interi.

Come potete ben vedere ogni componente che ho provato ha dei pro e dei contro. Alcuni lavorano davvero bene con determinate configurazioni ma meno con altre. Alcuni cambiano drasticamente l’impatto sulle risorse impegnate al variare della frequenza di lavoro/target.
Pensare di cambiare il resampler ogni volta che cambia la frequenza di lavoro è impensabile e la soluzione dei resampler multipli attivi, con funzionamento selettivo, è attuabile ma decisamente scomoda.

Ricordo che la mia idea è quella di avere un PC che fa tutto da solo, comandato dal tablet senza bisogno di modificare alcunché in termini di impostazioni e preferenze di riproduzione.

Dopo un po’ di peripezie ho finalmente trovato il componente adatto alle mie esigenze: Resampler-V.

Di fatto si tratta di un componente che unisce i vantaggi di SRC e SoX e permette di gestire i due algoritmi in modo indipendente a seconda delle proprie preferenze e delle varie frequenze di lavoro.

In sostanza permette di scegliere:

  • Quale dei due algoritmi utilizzare in base combinazioni di frequenza di lavoro e frequenza di target
  • La tipologia di risposta di fase che si vuole applicare al filtro passa basso
  • La banda passante, ovvero la frequenza di taglio del filtro stesso
  • La pendenza del filtro, ovvero l’entità della banda di taglio
  • L’attenuazione della banda fermata, ovvero quanto il filtro dovrà attenuare le frequenze superiori a quella di taglio.

Di fatto possiamo agire su tutti i parametri dell’algoritmo e andare a personalizzare, praticamente all’infinito, la risposta dello stesso.

Di tratta di operazioni molto semplici, a livelli di intervento lato utente, ma che possono modificare anche radicalmente il suono emesso dal nostro sistema.

Modificando la risposta di fase, ad esempio, gestiremo i cosiddetti “ringing” in caso di segnali impulsivi e la decadenza degli stessi. Possiamo avere un comportamento più secco, e risuonante, piuttosto che un comportamento più morbido ma con qualche coda.

Intervenendo su banda passante/di taglio/fermata possiamo andare a modificare, invece, l’eventuale roll-off desiderato piuttosto che la nettezza dell’intervento del filtro.

Ogni modifica dell’output derivante da queste impostazioni viene rappresentato, live, su due grafici visibili a schermo:

  • il primo, che rappresenta la risposta nel dominio della frequenza del filtro, restituisce le informazioni circa attenuazioni di banda e entità della pendenza di taglio del filtro così come le eventuali spurie presenti a frequenze maggiori.
  • il secondo, invece, rappresenta la risposta nel dominio del tempo e quindi gli effetti a segnali impulsivi.

Si tratta di un componente un po’ complicato, forse, ma decisamente potente e versatile che mi sento di consigliare a tutti quanti.