RBR – Ovvero proverò a riparare il REL bypassando l’elettronica REL…

Ho fatto una rapida analisi del guasto sul T5: chi ha progettato il layout delle componenti del PCB di alimentazione e potenza ha commesso un po’ troppi errori di valutazione… Sembra quasi che sia stato fatto in un’ottica di obsolescenza programmata: dopo tot ore di utilizzo alcuni componenti vengono cotti dai resistori di potenza e “pop” il sub smette di funzionare.
In rete è pieno di persone che si sono imbattute nel mio stesso problema (anche su prodotti più vecchi/recentiNel fra del T5 in mio possesso – il layout del circuito incriminato è rimasto pressoché invariato nel tempo).

Le strade che percorrerò sono due: bypassare completamente l’elettronica REL sfruttando un amplificatore per sub esterno, in arrivo oggi, senza però stravolgere l’estetica del sub e, soprattutto, senza rendere la cosa permanente; ordinare su Mouser le componenti difettose e tentare una ripristino dell’elettronica originale. La seconda parte richiederà tempo e pazienza perché vorrei fare le cose fatte bene…

Seguirà, ovviamente, resoconto dettagliato degli eventi.

Nel frattempo: pazzie americane stanno prendendo forma nella mia mente…

Huston, abbiamo un problema…

Succede, a volte, che qualcosa vada storto e che un componente dell’impianto si guasti. Non vorremmo succeda ma, purtroppo, succede…

Il REL T5 mi ha abbandonato questa settimana.

Ho, dopo una marea di elucubrazioni, deciso di mantenere solamente Aegir 2 nell’impianto stereo e spostare Vidar 2 nell’HT per affiancarlo a Kraken nella gestione dei canali frontali; così facendo ho anche liberato Gjallarhorn, gli Atmos sono stati anch’essi collegati a Kraken, perché ho in mente un’altra sistemazione per lui. Ma ne parleremo a tempo debito…

Fatto sta che, avendo maneggiato il finale dei canali frontali, Vidar 2 al posto di Kraken, e il finale dei canali Atmos, Kraken al posto di Gjallarhorn, mi sono trovato costretto a far girare nuovamente il setup automatico Audissey per la calibrazione del sistema e… Il sub era muto; completamente muto.

Andando a controllare ho notato che la piastra di dissipazione sul retro era, non esagero, ROVENTE e ho subito spento il sub. Risultato? Un sonorissimo “POP” dall’altoparlante. Avendo intuito cosa potesse essere successo ho provato a riaccenderlo e, di nuovo: “POP”; spento: “POP”.
Il cono, all’accensione, veniva risucchiato all’interno del cabinet; c’è una sola condizione che può portare a questa evenienza: l’ampli eroga una tensione DC tale da polarizzare la bobina dell’altoparlante e tenerla ferma in posizione – “avanti” se positiva, “indietro” se negativa.

Ho quindi aperto il sub, smontato la piastra comandi/amplificazione, e verificato col tester: il finale satura alla tensione di alimentazione negativa…

Inviarlo ad un centro assitenza non conviene quasi sicuramente, il sub è vecchio e il prezzo della riparazione potrebbe essere superiore al suo prezzo di vendita sull’usato. Cosa fare, quindi?

Lo scoprirete nelle prossima puntate. Che avrei voluto parlassero d’altro ma…

Schiit Kraken – Il mio pensiero dopo qualche mese di utilizzo

Per chi non lo sapesse il “piccolo” Schiit Kraken è un finale multicanale, cinque canali per l’esattezza, che racchiude in sé buona parte del know-how e del pedigree del resto dei finali del marchio americano:
– stadi di guadagno e potenza completamente a discreti, con transistor BJT come dispositivi attivi, e con feedback in corrente
– circuito completamente accoppiato in continua senza alcun condensatore sul percorso di segnale – per tutti e cinque i canali
– sistema di monitoraggio continuo delle condizioni statiche/dinamiche, indipendenti per ogni canale, basato su microprocessore PIC a 32 bit
– e altro ancora che sicuramente ho dimenticato…

Per riassumere: si tratta di un finale multicanale in grado di erogare “soli” 20 W per canale su 8 ohm con tutti e cinque i canali in funzione; con due canali continuativamente in funzione la potenza erogata sale a 30 W ma… un singolo canale dovrebbe essere in grado di erogare 40/60 W con picchi di corrente di, circa, 100 A (ovvero potenza istantanea quasi infinta in termini di utilizzo reale).
So che sembrano pochi watt, e lo sono per gli standard moderni, ma è anche vero che difficilmente durante la visione di un film (o di un concerto) si hanno tutti i canali in funzione, a livelli di riferimento, nello stesso momento. Di fatto, in uso, ci ho sostituito un Rotel RB-993 e il Vidar senza alcun problema. L’unica, vera, differenza, è che il volume impostato sul sintoamplificatore, che io uso come preamplificatore puro (grazie Marantz), deve stare a livelli decisamente più alti dato il basso valore di guadagno offerto (20 dB dichiarati).

Ci sono frangenti in cui vorrei avere più potenza? Si: sul sub! Il “piccolo” Rel T-5 fa più fatica a lavorare in sinergia con Kraken che con i due finali che lo hanno preceduto… Nelle scene “esplosive” sembra sempre arrivare un po’ più lungo del dovuto e col fiato corto; prima, probabilmente, il Rotel creava qualche coda che mascherava la cosa. Credo…

Sta di fatto che Kraken, da solo, si è sempre dimostrato più che sufficiente per i miei scopi, nel mio ambiente e con i miei diffusori. Con Forkbeard, inoltre, non ho mai visto l’ampli uscire dalla polarizzazione in classe A…
Potrei ottenere di più dall’impianto? Probabilmente si: inserendo Vidar 2 per i due canali frontali e lasciare a Kraken il compito di gestire centrale, surround e i due Atmos. Di fatto lo farei lavorare quasi esclusivamente su singolo canale tranne che nelle scene esplosive…

Proverò e, nel caso, “libererò” Gjallarhorn dal suo attuale utilizzo come ampli Atmos.

Resta il fatto che, cari miei, bisognerebbe iniziare a smettere di inseguire solo i watt a tutti i costi e in tutti gli impianti.