Gotham GAC-4/1 – Ovvero come non diventare poveri per degli ottimi cavi di segnale

Lo ammetto: sono sempre stato, a fasi più o meno alterne, un cavo-scettico.

Non fraintendetemi: sono convinto del fatto che un cavo di collegamento, qualsiasi sia il suo scopo, DEVE essere realizzato con dei criteri ben definiti al fine di poter svolgere correttamente il suo lavoro. Sono altresì consapevole che due cavi costruiti in modo diverso hanno differenti impatti sul segnale trasmesso (basta pensare ai vari cavi Ethernet Cat 5/5e/6/7 e così via).

In campo audio, però, le cose sono MOLTO più semplici di quanto non siano nel mondo delle telecomunicazioni. Anche se non in tutti i campi…

Nel corso degli anni ho capito alcune cose sui cavi di segnale: se si comportano bene in uscita dal giradischi possono essere utilizzati in tutto l’impianto senza timore di smentita e, ad oggi, non ho ancora trovato nessuno in grado di dimostrarmi il contrario nella pratica.
NESSUNO.

Se mi aveste chiesto, fino a qualche mese fa, consigli su che cavi acquistare per connessioni single-ended (RCA) vi avrei consigliato senza timore di smentita di puntare ai Van Damme Tour Grade Classic XKE: flessibili, ottimamente realizzati e schermati al 100% per cui praticamente immuni a qualsiasi tipo di interferenze esterna al sistema.

I cavi oggetto di questo articolo, però, sono migliori sotto alcuni aspetti prettamente costruttivi:
– Lo schermo/calza esterna può non essere utilizzato come elemento di trasmissione del segnale
– La gemotria costruttiva permette la realizzazione di connessioni “Star Quad” con notevoli benefici in termini di reiezione del rumore dovuto, ad esempio, ad interferenze legate alla prossimità a cavi di alimentazione/trasformatori

Si tratta di cavi di derivazione Pro che potrebbero essere tranquillamente equiparati alle controparti Mogami/Canare/Belden. Questi, però, a quanto ho riscontrato fino ad ora costano mediamente meno.

Io ho preso quelli realizzati da World Best Cables su Amazon.it solo per evitare di dovermeli fare in casa ma, volendo, si trovano anche al metro da rivenditori EU.

Disclaimer: Potrei guadagnare commissioni per tutti gli acquisti eseguiti su Amazon.it nella sessione immediatamente successiva all’apertura del link riportato nel testo dell’articolo.

Fosi Audio V3 – Primo impatto (prolungato)

Partiamo da una piccola nota a margine: se non avessi diffusori poco efficienti, le SP2/3R2 sono dichiarate ottimisticamente a 88 dB/W a 1 metro – non proprio dei mostri di efficienza, un ambiente di ascolto di cubatura importante, più di una sorgente da collegare all’amplificatore e, soprattutto, il punto di ascolto in posizione scomodissima per le regolazioni di fino del volume, ebbene, potrei vivere tranquillamente con questo piccolino senza rimpiangere nulla dei Rotel.

A bassi volumi, bassi per i miei gusti ma non per quelli di mia moglie, non rimpiango nulla dei due giapponesi. Il cinesino suona coerente, preciso e dettagliato.

Alzando il volume, purtoppo, la mancanza di corrente si fa sentire ma è anche vero che sto confrontando un integrato da € 100,00 con un’abbinata pre/finale che vale, sul mercato dell’usato, circa dieci volte tanto!

Non ho ancora fatto ascolti davvero mirati ma le premesse sono davvero ottime!

Oh Schiit…

Lo hanno fatto.
Signori, lo hanno fatto!

Ho appena scoperto, per puro caso, che Schiit ha rilasciato il preamplificatore che stavo aspettando (da loro) e che potrei, uso il condizionale, decidere di acquistare per davvero!

Di cosa si tratta?

Di Kara.

Sulla carta, ma non solo, si tratta di Freya S con, in più, un’uscita cuffia; proprio l’uscita per le cuffie è la chicca che lo rende ideale per le mie tasche e le mie necessità!
Questo e il fatto che, stando al report dell’AP555, offre prestazioni oggettive decisamente superiori a quelle del mio attuale Rotel RC-1570 – Il che non guasta.

Ora si tratta solo di sentire il distributore, Pro Audio Italia, e capire disponibilità e costi.

Incrociamo le dita!