Laviamo i nostri vinili

Ho sempre lavato i miei vinili, si li ho già lavati senza passare dalla Knosti, munito di tre soli utensili, un piano d’appoggio, un terzetto di panni in microfibra e un detersivo per vetri che, purtoppo, non producono più in versione priva di profumi.

Parlerò prima della Knosti e poi vi racconterò del mio metodo, che non è solo mio credo, che funziona QUASI altrettanto bene MA non è così pratico come la macchinetta tedesca.

L’utilizzo della Anti-Stat è davvero a prova di bambino e l’unica accortezza che bisogna avere bene a mente è quella di non bere il liquido di pulizia (e il fatto che i dischi in vinile sono relativamente fragili – ma questa è un’accortezza che bisogna tenere SEMPRE a mente quando si ha a che fare col formato). Le operazioni da fare sono semplici e sono le seguenti:

  • Estrarre la rastrelliera dal fondo della “vasca di lavaggio”
  • Versare il liquido di pulizia nella suddetta vasca
  • Montare il disco sulla “rotella/mozzo”
  • Inserire il sistema disco+rotella nella vasca posizionando i perni in corrispondenza degli incavi
  • Far ruotare il disco in senso orario e antiorario potenzialmente tutte le volte che si vuole (io ho fatto cinque giri in un senso e cinque nell’altro)
  • Estrarre il sistema disco+rotella dalla vasca facendo colare la maggior quantità possibile di liquido nella vasca stessa
  • Smontare il disco dalla “rotella/mozzo”
  • Mettere ad asciugare il disco sulla rastrelliera estratta al primo punto
  • Ripetere le operazioni dalla 3 alla 9 per tutti i dischi che si vuole compatibilmente con la capacità della rastrelliera stessa.
  • Una volta finito si può recuperare il liquido rimasto in vasca, così come quello colato dai dischi sul fondo della rastrelliera, versandolo nella bottiglietta grazie all’imbuto filtrante fornito in dotazione.

Tempo necessario al lavaggio di un singolo disco stimabile in tre minuti di cui due di lavaggio effettivo e uno di montaggio/smontaggio “rotella”. Il tempo dall’estrazione del disco dalla custodia alla sua completa asciugatura è di una decina di minuti per cui il sistema permette, potenzialmente, di lavare dischi per tutto il giorno senza mai fermarsi anche senza la necessità di comprare una seconda rastrelliera.

Il risultato, lo ammetto, è stato del tutto inaspettato vista la semplicità di utilizzo e la praticità logistica del tutto: disco perfettamente tirato a lucido e carica statica effettivamente annullata; la “croppa” in fondo ai solchi, però, è difficile da rimuovere e il metodo per risolvere è l’ammolo e la pazienza.
L’unico appunto che si può fare al sistema è che le operazioni di travaso, complici i materiali e le geometrie degli sbocchi di vasca e rastrelliera, non sono a prova di sgocciolamento ma direi che è un aspetto del tutto trascurabile.

Passando a come lavavo i dischi prima di scoprire la praticità della Knosti, e il fatto che posso fare tutto senza incorrere nelle ire di mia moglie non avendo bisogno di nient’altro, la soluzione era la seguente:

  • Un piano d’appoggio ad altezza vita (il piano di lavoro della cucina)
  • Un panno in microfibra PULITO come base per appoggiare il disco
  • Quasar vetri non profumato (di fatto acqua distillata e alcool isopropilico)
  • Un secondo panno in microfibra PULITO con cui passare il disco una volta vaporizzato il detergente per i vetri
  • Un terzo panno in microfibra PULITISSIMO con cui asciugare il disco prima di rimetterlo nella custodia

Il tempo necessario al lavaggio di un singolo disco in questo caso coincideva col tempo dall’estrazione del disco dalla custodia alla sua completa asciugatura ed era di cinque/sei minuti. Il vero problema era che dopo un po’ i panni in microfibra erano inservibili perché sporchi o troppo bagnati… Nonostante tutto, però, il sistema è perfettamente realizzabile in qualsiasi abitazione senza necessità di cose strane o materiali difficilmente reperibili.

Voi? Lavate i vostri dischi?
Se si… Come?

Vinile: Caparezza – Argenti Vive

Vinyl: Caparezza – Argenti Vive

Dodicesima traccia del concept album Museica*, incrocio delle parole “Musica”, “Museo” e “Sei”, il brano si ispira, come tutti quelli del doppio vinile, ad un quadro d’autore; nello specifico dell’opera “Virgil Pushes Filippo Argenti Back into the River Styx” di Gustave Dorè.

Il testo vuole essere una sorta di risposta a Dante da parte del suo ex vicino di casa, collocato tra i dannati del V cerchio dell’inferno dedicato agli iracondi, Filippo Cavicciuoli conosciuto con l’appellativo “Argenti” – sembra per il fatto che ferrasse i suoi cavalli con “ferri” in argento.
Michele Salvemini (Caparezza ndr.) ha usato queste parole per presentare il pezzo:
«Tutti prima o poi ci siamo imbattuti in una illustrazione di Gustave Dorè. Quelle nella Divina Commedia, per esempio, sono le sue ma molti lo ignorano così come ignorano che il vigoroso culturista da lui dipinto nel fiume Stige (Inferno, canto VIII) sia Filippo Argenti, vicino di casa di Dante. Il sommo poeta distrugge il dirimpettaio con un dissing violentissimo. Ora il microfono passa ad Argenti…»

*«Museica è il mio museo, la mia musica, il mio album numero 6. È stato registrato a Molfetta e mixato a Los Angeles dal pluri-blasonato Chris Lord-Alge. Essendo io sia l’autore che il produttore artistico, lo considero come un nuovo “primo” disco. È un album ispirato al mondo dell’arte, l’audioguida delle mie visioni messe in mostra. Ogni brano di Museica prende spunto da un’opera pittorica che diventa pretesto per sviluppare un concetto. Non esiste dunque una traccia che possa rappresentare l’intero disco, perché non esiste un quadro che possa rappresentare l’intera galleria. In pratica questo album, più che ascoltato, va visitato.»