But here we are…

I Foo Fighters annunciano il loro undicesimo disco.

I Foo Fighters annunciano il loro secondo primo disco…

Uscita prevista il 2 Giugno per questo album che sa di riscatto, dolore e ricordo… E almeno stando al primo singolo, ascoltabile tramite le varie piattaforme on-line, rabbia e rancore.

“Rescued”, questo il titolo del primo brano del disco, sa tanto di riflessione/sfogo/richiesta d’auto in seguito a quanto successo a Bogotà il 25/03/2022.
Per alcuni aspetti sembra scritto dal punto di vista dei “superstiti” a quella notte ma, sprattutto nel finale, si tratta di una richiesta disperata di aiuto da parte di Grohl che, in Colmbia, ha perso un grande amico prima che un “collega”.

Il brano mi piace, ed è già un tormentone nella mia testa, ma soffre di una compressione dinamica assurda che lo appiattisce un po’ troppo nel crescendo finale.
Rimpiango, e non poco, la produzione di Butch Vig che, soprattutto con Wasting Light, è stato capace di trovare un ottimo equilibrio tra “richiesta di volume” e resa dinamica dei pezzi…

Ultimo, ma non ultimo, lo stile del batterista (ancora ignoto) ricorda un altro Taylor, inglese, già sentito con altri Hawkins

Recensione: Foto Fighters – Echoes, Silence, Patience & Grace (iTunes Store)

Acquistato il 30/12/2009 e ascoltato su quasi tutti i dispositivi in mio possesso, e non solo, si tratta di un disco che a me personalmente piace molto ma che, devo ammetterlo, soffre molto della pessima qualità di mastering effettuata in fase di versamento nel formato AAC (di fatto un mp4 con autenticazione utente a gestione del DRM).

La dinamica risulta inferiore a quella del CD (che ho acquistato l’anno scorso) e i limiti della compressione con perdita di dati sono avvertibili chiaramente nella resa della batteria, soprattutto nei piatti che risultano più impastati, nella resa delle chitarre acustiche/indistorte, che perdono un po’ del metallo delle corde per strada, e in quei frangenti in cui i brani prendono intensità (vedi il finale di “But, Honestly”) e diventano, di fatto, un muro di rumore in cui cassa e rullante spezzano tutto il resto soffocando letteralmente strumenti e voce.
Di fatto la compressione ha causato un’evidente perdita delle informazioni armoniche “di contorno” al messaggio musicale e la riduzione di dinamica complessiva ci mette del suo quando ci si avvicina al limite di escursione disponibile.

Questi difetti vengono leggermente mitigati dall’ottimo lavoro di upsampling e riconversione operato Audirvana (con processore SoX) ma restano intrinsechi nel mastering dei brani e, per questo motivo, inevitabilmente presenti.

Aggiungo, senza timore di smentita, che le differenze sopra elencate NON sono avvertibili se si ascoltano gli stessi brani tramite gli auricolari in dotazione a qualsiasi telefono, lettore mp3 e simili (Apple o non).

Per quanto concerne le mie impressioni sul disco vi rimando alla recensione del CD che spero di postare a breve…