Tre e due: quattro

Nell’attesa che mia moglie si asciughi i capelli e ci si possa spaparanzare sul divano ho avuto una sorta di Epifania.

No, non è vero. Ho semplicemente cazzeggiato su internet e ho scoperto che il 09/06 esce “Enema of the State” in versione limitata su doppio vinile chiaro e sono combattutissimo se prenderlo o meno… così come continuo a pensare di prendere il doppio vinile di Inomniac dei Green Day in edizione 25º anniversario. Considerando che manca in assoluto dalla mia collezione ed è uno dei miei dischi preferiti dell’ex terzetto di Berkeley. Insomma, si tratta di due dischi simbolo della mia adolescenza punk suonati da terzetti (chitarra, basso e batteria)…

Il problema è che tra Foo Fighters, QOTSA, Clapton e Dire Straits (MoFi) ho già letteralmente sfondato il budget del mese!

Poi ho pensato che, forse, converrebbe ripristinare un secondo impianto che altrimenti tutta ‘sta musica quando la ascolto?

Infine ho deciso di iniziare a conoscere un po’ meglio i Beatles.

Insomma: tre come i componenti dei gruppi che ascoltavo da giovane, impianto numero due e, infine, Fab Four.

I supporti – Più di quanto una possa immaginare

Vorrei parlare dell’argomento, forse, più ostico che si possa trattare in un blog che tratta Musica ed “Alta Fedeltà”: I CAVI.

Prima, però, conviene prenderla alla larga e analizzare un po’ meglio il contesto in cui i cavi stessi vanno a “lavorare”.

Un sistema di riproduzione audio può essere scomposto in tre “elementi base”: lettore (o, meglio, sorgente), amplificatore e diffusori.
Il vero problema, in previsione di poter parlare di cavi/cavini/cavetti, è che ritengo sia necessario partire proprio dall’unico elemento escluso dalla lista di cui sopra e che, a mio modo di vedere, è il vero elemento critico: il supporto.

Vi potreste chiedere, giustamente, come mai per parlare dei cavi che connettono, e “alimentano”, i dispositivi che compongono il nostro impianto ritengo opportuno partire proprio dall’unico elemento esterno all’impianto stesso.
La risposta potrà sembrarvi banale ma non per questo scontata: ad ogni supporto, infatti, corrisponde un sistema di lettura con caratteristiche di ingresso/uscita differenti. Anche radicalmente differenti.

Esistono anche casi in cui, a parità di supporto utilizzato, il segnale in uscita da due sorgenti atte alla riproduzione dello stesso possa differire sensibilmente su molti aspetti.

Tali differenze, ve ne sarete accorti, non hanno a che fare con il supporto in sé bensì con il sistema di lettura e, nonostante ciò, sono riconducibili, spesso e volentieri, alla natura del supporto in questione.

Ed ecco che è comparsa un’altra variabile nel nostro già intricato universo: la “natura” del supporto. Da non confondersi con la tipologia di supporto…
I supporti possono essere, anzitutto, suddivisi in due gruppi fondamentali in base alla modalità di immagazzinamento dei dati del segnale audio:

  • Supporti analogici
  • Supporti digitali

Questi due gruppi possono essere ulteriormente divisi in base, appunto alla tipologia di supporto in questione ma questo lo vedremo la prossima volta che mi sembra di aver messo abbastanza carne al fuoco per oggi…

La vita prima di Internet? Le mie passioni nascono tutte prima di Internet…

Impulso di scrittura giornaliero
Ricordi la vita prima di Internet?

L’impulso di scrittura giornaliero è solamente una cosa: subdolo.

Non sono un nativo digitale ma solo per poco essendo del 1985 eppure le mie passioni, tutte, sono sicuramente radicate in un periodo in cui non esisteva Internet come lo intendiamo oggi.
Molti, anche della mia generazione, non si ricordano affatto com’era la vita prima dell’avvento dell’ADSL! Quello è stato il vero momento di svolta globale!

Tornando a noi: i miei momenti di relax sono al 75% vissuti senza alcuna necessità di accesso ad Internet e, di questi, la stragrande maggioranza non ha nemmeno bisogno di un’infrastruttura informatica di supporto: vinili, CD, SACD, libri, film su supporto fisico…
Tutte cose che “funzionano” anche senza Internet e che, anzi, per alcuni sono proprio un’ancora di salvezza dalla rete.

Il vero problema che ogni tanto mi trovo ad affrontare, ma più che altro per questioni etiche/ideologiche, è il fatto che per colpa di Internet non esistono (quasi) più negozi di dischi e il grosso degli acquisti lo faccio su Amazon.it o su DiscotecaLaziale.com.
Il secondo è prima di tutto un negozio fisico, è vero, ma si trova a 624 km da casa mia per cui difficilmente raggiungibile…

Una cosa è certa: senza Internet non esisterebbe questo blog.

Immagine in evidenza: Denis Rozhnovsky | Bigstock.com

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