Vinile: Caparezza – Argenti Vive

Vinyl: Caparezza – Argenti Vive

Dodicesima traccia del concept album Museica*, incrocio delle parole “Musica”, “Museo” e “Sei”, il brano si ispira, come tutti quelli del doppio vinile, ad un quadro d’autore; nello specifico dell’opera “Virgil Pushes Filippo Argenti Back into the River Styx” di Gustave Dorè.

Il testo vuole essere una sorta di risposta a Dante da parte del suo ex vicino di casa, collocato tra i dannati del V cerchio dell’inferno dedicato agli iracondi, Filippo Cavicciuoli conosciuto con l’appellativo “Argenti” – sembra per il fatto che ferrasse i suoi cavalli con “ferri” in argento.
Michele Salvemini (Caparezza ndr.) ha usato queste parole per presentare il pezzo:
«Tutti prima o poi ci siamo imbattuti in una illustrazione di Gustave Dorè. Quelle nella Divina Commedia, per esempio, sono le sue ma molti lo ignorano così come ignorano che il vigoroso culturista da lui dipinto nel fiume Stige (Inferno, canto VIII) sia Filippo Argenti, vicino di casa di Dante. Il sommo poeta distrugge il dirimpettaio con un dissing violentissimo. Ora il microfono passa ad Argenti…»

*«Museica è il mio museo, la mia musica, il mio album numero 6. È stato registrato a Molfetta e mixato a Los Angeles dal pluri-blasonato Chris Lord-Alge. Essendo io sia l’autore che il produttore artistico, lo considero come un nuovo “primo” disco. È un album ispirato al mondo dell’arte, l’audioguida delle mie visioni messe in mostra. Ogni brano di Museica prende spunto da un’opera pittorica che diventa pretesto per sviluppare un concetto. Non esiste dunque una traccia che possa rappresentare l’intero disco, perché non esiste un quadro che possa rappresentare l’intera galleria. In pratica questo album, più che ascoltato, va visitato.»

Audio CD: Shandon – Questosichiamaska

Alzi la mano chi non abbina il nome Shandon alla canzone Questosichiamaska.

Nella mia generazione non esiste persona, avvezza al genere, che non sia in grado di cantare il pezzo da cima a fondo.
Non che sia impresa complicata eh…

Il mio primo “contatto” con il gruppo, e questa canzone in particolare, è stato alla festa dell’unità di Osnago nel lontanissimo 1998: primo concerto e prima esperienza di pogo sotto al palco.
Avevo 13 anni…

Ricordo anche la mia curiosità per il fatto che le chitarre suonassero in levare e a me, all’epoca chitarrista da meno di un mese, sembrava una cosa difficilissima fa fare.

Bando alle ciance: questa è la versione rimasterizzata del brano registrato per il primo disco del gruppo, “Skamobile”, pubblicato nel 1997.

Shandon – Questosichiamaska

Primo video “Calendarizzato”

Non potevo non avviare la serie di video pianificati se non con un pezzo talmente iconico che non conosco nessuno che non lo conosca…

Dire Straits – Sultans Of Swing (Dire Straits LP – 1984 Vertigo)

Conosco sicuramente gente che non sa che sia dei Dire Straits e che non ne conosce il titolo ma tutti, davvero tutti, ne sanno canticchiare la melodia dall’inizio alla fine.

Sto parlando di “Sultans of Swing“, brano scritto da Mark Knopfler nel 1978 in seguito – si narra – ad aver assistito ad una performance live in un pub in cui il pubblico non si curava minimamente del gruppo che stava suonando. Alla fine del concerto il cantante/chitarrista dei performer ringraziò, nonostante tutto, la platea con la frase “Goodnight and thank you, we are the sultans of swing“.

Il brano parla proprio di una realtà analoga in cui un gruppo jazz, i Sultans of Swing appunto, suonano, di fronte ad un pubblico disinteressato e distaccato, per il semplice gusto di suonare e di rendere omaggio alla loro stessa musica. Un gruppo che suona per divertirsi e fare Musica prima che per l’affermazione, il successo, la fama e tutto ciò che ne consegue.

Un pezzo di Musica, quella con la “M” davvero maiuscola, dedicato alla Musica stessa.
Un inno alla voglia di suonare e al gusto di farlo.
Un inno a quello che dovrebbe essere, in fin dei conti, il vero fine ultimo di un gruppo musicale.
Un inno, in fondo, a tutti quei gruppi – famosi e non – che suonano e sanno di farlo a modo loro arrivando, a volte, ad avere successo e fama senza, per questo, smettere di suonare per il solo gusto di fare Musica.

Ultimo ma non ultimo: “Sultans of Swing” fu il singolo di debutto dei Dire Straits… Il resto è storia.