Usciamo un attimo dal seminato…

Ho appena mandato avanti un ordine per un dispositivo che pensavo non avrei mai acquistato; almeno fino ad oggi…

La premessa è la seguente: ho tre televisori in casa. Due sono, a tutti gli effetti, delle Smart TV e una, invece, è ancora una “semplice” TV.

La principale è una LG OLED 55C7 che utilizzo senza alcun problema in abbinamento ad una soundbar, sempre LG, in salotto. Non ho grosse pretese in audio ma in questo ambiente prediligo la qualità di visione. La TV è calibrata a cadenza annuale con profilatore X-Rite e non posso lamentarmi di alcunché.

La seconda, in ordine di utilizzo, è una Samsung 32C5000. Si tratta di un vecchio televisore LCD utilizzato in cucina/zona pranzo in abbinamento ad un decoder DVB-T2 (quello integrato non supporta tale tecnologia) e una Chromecast prima versione per lo streaming di contenuti.

La terza, sempre in ordine di utilizzo, è una Sony XH81. A questa ho “dovuto” abbinare una Apple TV per poter fruire dell’audio multicanale da piattaforme streaming in quanto l’output digitale della TV, esclusivamente dalle App installate a sistema, è fissato a 2 canali (ho cercato in tutti i modi di sbloccare la situazione senza successo e alla fine mi sono impigrito acquistando il piccolo box nero della Mela*).

Orbene: la Chromecast della cucina sta iniando a fare le bizze e ogni due per tre perde la connessione alla rete Wi-Fi (tutto il sistema è statico per cui la cosa non è imputabile al fatto che ho spostato AP e/o Chromecast stessa). L’unica soluzione che ho trovato ad oggi è la seguente: spegnere il dongle Google per un quarto d’ora abbondante e sperare si riconnetta, altrimenti procedo con reset e configurazione; butto via, in media, 30/40 minuti a settimana per guardare, magari, una serie in streaming mentre pranzo da solo…

Pensavo di acquistare un’altra Apple TV consapevole del fatto che la spesa, per l’utilizzo, sarebbe stata decisamente eccessiva ma, facendo una ricerca su Amazon “Seconda Mano” ho dovuto desistere. Spendere cifre prossime alle € 100,00 per un prodotto da collegare ad una TV Full HD utilizzata sporadicamente non mi sembrava cosa sensata. I cookies, però, mi sono stati utili in quanto tra i prodotti suggeriti è comparsa la Amazon Fire TV Stick in offerta a € 36,99 anziché € 44,99.
Di fatto al costo di un telecomando universale ho comprato quella che potrebbe essere la perfetta sostituta dell’ormai defunta Chromecast. La sostituzione dovrebbe essere completamente P’n’P (entrambi dongle ed entrambi alimentati da Micro-USB) ma in più avrò un telecomando e la possibilità di fare streaming diretto senza dover passare per forza di cose dall’iPad. La vecchia Chromecast funzionava solo come endpoint, non aveva la possibilità di selezionare il servizio/catalogo da cui prendere i contenuti.

Ci sono un’infinità di varianti di Fire TV… A voi scegliere quale sia la più adatta alle vostre esigente.

Domani arriverà e poi vi saprò dire…

*Apple TV funge anche da Hub per HomeKit. Per cui ha duplice funzione: streamer e “cuore” della domotica fuori impianto.

Disclaimer: Potrei guadagnare commissioni per tutti gli acquisti eseguiti su Amazon.it nella sessione immediatamente successiva all’apertura del link riportato nel testo dell’articolo.

Una delle attese più lunghe in assoluto… E non si tratta nemmeno di un ordine formale!

Sono sparito dai radar per un po’ di tempo.
Sapevo avrei avuto difficoltà nella gestione del blog a partire dal mese di Febbraio, causa impegni lavorativi e famigliari, ma non pensavo mi avrebbero tenuto impegnato così tanto e così a lungo…e non ne sono ancora uscito.

Fortunatamente il periodo è stato abbastanza “magro” dal punto di vista delle novità ed avrò modo di recuperare tutto senza dovermi affannare a rincorrere il passato, forse.

Resta il fatto che sono in ballo da prima di Natale per avere informazioni sull’effettiva disponibilità di tre prodotti che speravo di avere già tra le mani ma che, invece, si stanno facendo attendere e desiderare come non mai.

Spero di ricevere aggiornamenti entro domani. Sarebbe un ottimo regalo di compleanno!

Schiit Aegir 2 – La curiosità non è affatto poca

Schiit ha ufficialmente annunciato/reso ordinabile il nuovo “piccolo” di casa in versione 2 e con alcuni, sostanziali, aggiornamenti rispetto al predecessore.

Qualcuno si chiederà perché ho virgolettato “piccolo”… Beh, il perché è semplice: ora esiste un altro amplificatore per diffusori che può fregiarsi della tecnologia “Continuity” ed è Gjallarhorn per cui Aegir 2 è ancora “piccolo” ma non è più il “più piccolo”.

Ora torniamo a noi: Aegir 2 – In cosa differisce da Aegir OG è, soprattutto, perché la curiosità su questo finale non è poca?
Andiamo con ordine:

I miglioramenti introdotti, in termini di specifiche dichiarate per le grandezze “standard”, non mancano affatto:
– Si passa da 20 W per canale a 30 W su 8 ohm / da 40 a 50 su 4 ohm / da 80 a 100 W in utilizzo mono. Di fatto, in mono, compete con Vidar in termini di potenza erogata (ma non di capacità di tenuta del carico – FATE ATTENZIONE A QUESTA COSA PRIMA DI ACQUISTARNE DUE)
– L’estensione in frequenza passa da 500 kHz a -3 dB a 550 kHz – Per cui il finale dovrebbe essere più stabile e lineare nella gestione di picchi/transienti/sfasamenti in banda audio
– THD e IMD passano da 0.01% a 0.005% entrambi a 20 W – Di fatto da 80 dB a -86 dB
– SNR passa da -112 dB a -122 dB a piena potenza (A-weighted)

Altre differenze riguardano il trasformatore utilizzato, torodiale (lo stesso impiegato su Ragnarok 2) invece che a pacco di lamelle, il fatto che i ponti diodi di raddrizzamento delle alimentazioni sono basati su componenti discreti e non più su circuiti integrati (4 diodi distinti anziche 4 diodi incapsulati in un unico componente), un minor consumo in stand-by e, infine, una polarizzazione in classe A leggermente più bassa (circa 5 W contro i 10 di Aegir OG). Il tutto porta ad un dispositivo più efficiente e meno esoso dal punto di vista energetico: la potenza massima consumata dichiarata passa da 450 W a 250 W. Non poco!

La differenza più intrigante, e teoricamente peggiorativa, riguarda il damping factor: da un valore, dichiarato, >100 si passa ad un valore pari a >10. Siamo ai livelli di ampli valvolari a bassa potenza e decisamente non si tratta di numeri entusiasmanti (anzi!) ma c’è un “MA” non da poco…
Aegir 2 porta la tecnologia “Halo” (solo in modalità mono) nel mondo degli amplificatori per diffusori; cosa significa? Significa che il diffusore, in realtà, non è “solo” il carico di lavoro dell’amplificatore stesso ma è parte integrante del suo circuito di feedback… Di fatto mi aspetto che la risposta in frequenza sia poco inficiata dall’andamento del modulo di impedenza del diffusore in quanto lo stesso viene visto e compensato istantameamente dal finale.
La teoria vorrebbe che, addirittura, la risposta complessiva del sistema risulti non solo più lineare in termini di ampiezza ma anche in termini di gestione degli sfasamenti ingresso/uscita e, forse, in termini di ditorsione complessiva del segnale audio…
Il problema? Uno solo: si tratta solo di supposizioni teorice non avvalorate da studi di settore e/o misure con campionamento sufficientemente ampio da poter avvalorare l’ipotesi.

Tutti quelli che lo hanno ascoltato, e paragonato ad Aegir, sostengono suoni meglio del predecessore. Nessuno è in grado, però, di definire da cosa dipenda/cosa significhi questo “meglio”.

Sono curioso di poterlo ascoltare!!!