Ottavo album in studio MA primo completamente strumentale di Paul Gilbert – già chitarrista e fondatore di Racer X e Mr. Big nonché dei “supergruppi tributo” Yellow Matter Custard” (The Beatles) e “Hammer of the Gods” (Led Zeppelin).
Premetto che non si tratta di un capolavoro di mastering ma è pur sempre registrato bene e rispecchia in pieno lo stile di PG a livello sonoro.
L’album si apre con la Title Track che, per grande gioia dei negozianti, fa parte del mio insieme di tracce “base” per la valutazione di un impianto perché contiene una bella traccia profonda – ma profonda per davvero – di sintetizzatore/basso, un bel po’ di plettrate sporche che richiedono una certa velocità di risposta e, ultimo ma non ultimo, quella sana dose di pazzia che fa si che ogni volta che la si fa suonare in un negozio la gente ti guarda strano.
Loro sentono rumore ma io so che se il le fondamenta del basso iniziano a perdersi (ammesso che si sentano da quando attacca alla fine del brano) o che se in un paio di occasioni non sento il plettro sfregare sulle corde l’impianto che ho davanti sta perdendo qualche pezzo per strada. Nota a margine: l’impianto che l’ha meglio riprodotto, ad oggi, costava circa come casa mia ed era composto da: abbinata E.A.R. Yoshino CD Acute 4 + Dac 4, Preamplificatore Conrad Johnson GAT, Finale Conrad Johnson ET250ES, Diffusori Magneplanar 20.7 e cabalggi Wireworld Platinum Eclipse.
Altre tracce degne di nota sono:
5. Straight Through the Telephone Pole: anche solo per il groove che caratterizza l’andamento del brano.
12. Haydn / Shympony No.88 “Finale”: è classica allo stato puro. Da ascoltare più e più volte e, soprattutto, da far ascoltare in negozio per far capire la caratura del personaggio anche a coloro che storcono il naso pensando si tratti di uno che fa solo rumore con una chitarra elettrica distorta.
13. Three E’s for Edward: l’Edward in questione è Eddie Van Halen e tutto il brano è suonato su una chitarra acustica elettrificata con sole tre corde tutte accordate in E (il nostro Mi) ad ottave crescenti. Il contenuto armonico del brano è ricchissimo e difficile da riprodurre nonostante la semplicità del brano in sé.
Le altre tracce dell’album sono in classico stile PG ovvero semplici da ascoltare ma tecniche, divertenti, a tratti cattive ma sempre col sorriso sulle labbra.
PS: Anche la traccia 14 “You Kids” merita una menzione particolare: è, credo, la traccia che più ricalca lo stile di Paul al momento della registrazione del disco: divertente, scanzonata e con dei picchi di estro e tecnica che fanno sorridere davvero dall’inizio alla fine (oltre che a fare headbanging come se non ci fosse un domani).