L’importanza di una buona alimentazione

No. Non intendo parlare di dieta mediterranea, né di junk food, né di pasti sani ed equilibrati.

Intendo parlare delle alimentazioni delle nostre amate elettroniche e del perché al salire di livello, tendenzialmente, equivale anche uno stadio di alimentazione ai limiti dell’eccesso e, almeno in alcuni casi, decisamente sovradimensionato per lo scopo.

Non intendo in alcun modo addentrarmi nei pro e nei contro delle alimentazioni switching, degli stadi di alimentazione lineari né della tecnologia di costruzione che sta alla base del trasformatore che, primo fra tutti, si deve occupare della tensione che verrà data in pasto alla circuiteria successiva.

Perché ne voglio parlare oggi e senza addentrarmi in tecnicismi che potrei anche permettermi di trattare?
Perché ho appena ascoltato un vinile che conosco, circa, come le mie tasche.

Ecco, proprio durante questo ascolto critico (in cuffie che la moglie insegna a distanza in questo periodo di quarantena) ho notato uno strano sbilanciamento tra i canali DX e SX. Il DX sembrava, ed era, leggermente più distorto del SX anche a bassi volumi d’ascolto e in una gamma di frequenze ben definita (di fatto sulle medie).
Dopo i controlli di rito per capirne l’origine ho scoperto, mio malgrado ma non troppo, che il problema risiedeva in un falso contatto del pin di alimentazione dell’operazionale di ingresso dello stadio phono (che si occupa anche della parte vera e propria di guadagno della RIAA – il polo a 3180 us e lo zero a 318 us).

In sostanza quando si trattava di dover dare birra al segnale l’alimentazione su quel ramo si sedeva e portava l’operazionale ad andare come in saturazione; la cosa divertente è che, grazie al LED di regolazione montato in cima al modulo, riuscivo anche a vedere il problema oltre che a sentirlo.
In pratica la luce emessa si effievoliva al presentarsi della distorsione e/o viceversa. facendo un po’ di gioco sull’OpAmp la luce rimaneva fissa e la distorsione spariva come per magia.
Alla luce di ciò ho smontato il modulo operazionale, ne ho pulito i contatti e ho pulito per bene anche lo zoccolo in cui lo stesso era montato. Una volta rimontato il tutto il problema era sparito del tutto e ho potuto riprendere con tutta calma i miei ascolti.

Se considerate che si sta parlando di operazionali alimentati dualmente a 12 V che hanno un consumo, dichiarato dall’Ing. Ingoglia, di qualche decina di mA a riposo e che lo stadio di alimentazione da me costruito è in grado di erogare un paio di ampere continui con ha una capacità di filtraggio di 20.000 uF per ramo, ergo ha abbastanza riserva per poter gestire anche un amplificatore da qualche watt, ma che tutto era comunque legato ad una incapacità del sistema di sopperire alle necessità di “potenza” del componente in questione per via di un banalissimo falso contatto arriverete anche voi alla mia stessa conclusione: se l’alimentatore a monte non avesse avuto determinate caratteristiche, verosilmilmente, l’operazionale si sarebbe spento anziché sedersi nei momenti critici…