Schiit Kara: qualcosa in più di Freya S con un’uscita cuffie…

Quando mi sono imbattuto, per caso, sul sito del marchio sulla pagina di prodotto ammetto di non aver approfondito granché a riguardo.

Il fatto è che stavo semplicemente curisando sul sito di Schiit perché è un marchio che seguo con interesse e che mi ha sempre “stuzzicato l’appetito”.
Non nego che l’idea di portarmi a casa un Freya S abbinato ad un Vidar, o due Aegir in mono, è passata più volte nella mia mente nel corso degli anni ma, purtroppo, c’è sempre stato un ma: per poter ascoltare in cuffia, anche “male” come con il RC-1570, mi sarebbe servito un altro apparecchio e, inoltre, l’integrazione con l’impianto HT sarebbe stata un po’ complicata (lo sarà anche con Kara ma me ne sono fatto una ragione).

Ecco: Kara risolve il problema cuffie, il più annoso dei due, portando anche a miglioramenti di performance in modalità attiva con guadagno impostato a 0 dB (ergo possibilità di utilizzare un ingresso per l’HT, anche in modalità attiva, senza perdere troppo in termini di capacità risolutiva dell’impianto in caso di necessità di conversione XLR/RCA).
Considerate che prima dell’avvento di Kara stavo considerando come papabile unicamente il Benchmark HPA4…per sfruttarlo, forse, al 30% delle sue potenzialità. E spendendo una cifra, per le mie tasche, esorbitante.

Si, vi sento dire “Ma ci sono anche altri preamplificatori che rispecchiano le tue esigenze!”.
E avete ragione. In parte..

Non mi serve un preamplificatore che abbia anche ingressi digitali.
Ne ho uno e ci sto convivendo da qualche anno: finche il DAC integrato nel RC-1570 era l’unica unità di conversione presente nell’impianto ne sfruttavo anche questa modalità; con l’acquisto del convertitore Nobsound Douk Audio U2 Pro ho iniziato a sfruttare l’ingresso del DCD-A100 per convertire i segnali in uscita da PC/iPhone/Mac – La motivazione è semplice: il processamento di segnale “Advanced AL 32” è migliore di qualsiasi configurazione di upsampling/oversampling implementabile lato software e il risultato sonoro, almeno a mio gusto, è quanto di più analogico possa ottenere nella mia attuale catena.

Non voglio un preamplificatore che gestisca ingressi/uscite XLR tramite semplici “accoppiatori differenziali”, nemmeno fosse trasformatori. La circuiteria “attiva” interna è, di fatto, single ended (anche il mio RC-1570 è così) perdendo i vantaggi di una gestione differenziale dei segnali di ingresso.
Il Benchmark HPA4 è, o almeno dovrebbe essere, completamente bilanciato al suo interno (gli ingressi RCA vengono convertiti e “differenziati” prima di essere attenuati/amplificati) mentre Kara, se non ho capito male il funzionamento dello schema circutale impiagato (NexusTM), è sempre e comunque differenziale quando utilizzato in modalità attiva.

Preferirei non avere una gestione del volume affidata a potenziometri: sono il vero anello debole dei circuiti di preamplificazione. In questo l’esperienza fatta con il Rotel mi è stata di grande aiuto.
Molto meglio una rete resistiva perfettamente bilanciata tra i canali. È anche più duratura nel tempo.

Non voglio delle uscite linea derivate dall’uscita cuffia; per l’amor del cielo: ne è pieno il mondo di prodotti del genere e funzionano senza problemi ma, c’è un ma, l’uscita cuffie è, generalmente, castrata in qualche modo per evitare di mandare segnali a tensione troppo elevata su ingressi linea degli amplificatori successivi… Preferisco il compromesso opposto implementato in Kara: uno stadio linea dimensionato per poter pilotare, decentemente, ANCHE delle cuffie.
Ed è questa la vera differenza rispetto a Freya S!

Per fare questo è stato rivisto e riprogettato tutto il cuore della macchina, la circuiteria NexusTM appunto, al fine di lavorare a tensioni di alimentazione maggiori per avere più potenza in uscita e, come effetto collaterale, ne è uscito un preamplificatore che è anche intrisicamente più lineare nel range operativo per sengnali a livello linea.

Ergo: Kara è un Freya S migliorato, ma anche un prodotto completamente differente e, per questo motivo, perfettamente in linea con ciò che andavo cercando.
Un preamplificatore linea, con uscita cuffia, totalmente analogico, accoppiato in DC e con prestazioni dichiarate (ma anche dimostrate numericamente dal report del test fatto con l’analizzatore AP) che lo rendono in grado di gestire senza problemi la Musica ad alta risoluzione.