OK Foobar2000 su Windows ma… In ambiente macOS che si fa?

Le statistiche del blog mi continuano a ricordare che gli articoli dedicati a Foobar2000 sono quelli più consultati di sempre; sono arrivato alla conclusione che potrebbe essere utile cercare di scrivere qualcosa di analogo anche per la riproduzione musicale in ambiente macOS.

È da un po’ che lo voglio fare e sto raccogliendo idee e materiale per farlo.

I player interessati saranno:

  • Apple Music
  • Audirvana – In versione 3

Ovviamente saranno necessari anche dei SW/Plugin aggiuntivi per poter sfruttare il tutto al pieno delle potenzialità ma ne parleremo in corso d’opera.

Apple AirPods 3: una bella sorpresa!

Ho acquistato le AirPods 3, sfruttando l’offerta di Amazon per il Prime Day, per ritornare a correre dopo uno stop per infortunio che ho subito nel maggio 2019.
Le sto trovando molto comode e di immediato utilizzo; hanno una più che buona qualità di riproduzione e, cosa che non guasta visto l’uso che ne intendo fare, un’ottima indossabilità.

Le AirPods 3 sono state rilasciate ad ottobre 2021 e sono il successore delle AirPods 2.
Sono dotate di un design simile alle AirPods Pro, da cui differiscono anche per l’assenza delle modalirà di cancellazione del rumore e di trasduzione del suono ambientale.
Le AirPods 3 dovrebbero avere, almeno in teoria, una qualità del suono migliore rispetto alle precedenti; stando a quanto dichiarato da Apple le differenze principali dovrebbero consistere in bassi più profondi e alti più nitidi grazie al complesso driver+amplificatore completamente ridisegnati.
Qui una comparativa direttamente dal sito Apple.

Ho usato le AirPods 3 per un paio di ore e sono rimasto molto colpito dalla loro qualità. Il suono è chiaro e ricco, e la batteria dura dovrebbe garantirmi una settimana di uscite con una singola carica.

Non vedo l’ora di provare le AirPods 3 in una sessione di corsa; credo che potrebbero essere pressoché perfette per ascoltare musica e podcast mentre mi alleno.
Sono anche molto comode da indossare, quindi non dovrei preoccuparmi che cadano durante la corsa.

Nel complesso, per ora, sono molto soddisfatto delle AirPods 3. Sono un’ottima alternativa alle AirPods Pro, e sembrano perfette per chi cerca un paio di auricolari wireless comodi, facili da usare e con una buona qualità del suono.

Disclaimer:
Cliccando sui link “Amazon” verrete rimandati al noto sito di e-commerce e/o alle relative pagine di prodotto. Potrei ricevere delle commissioni per qualsiasi acquisto voi facciate in quella sessione – anche se non doveste comprare il prodotto da me suggerito.
Fateci un pensierino qualora doveste avere qualche artivcolo nel carrello… Mi aiutereste, senza nemmeno accorgervene dato che non paghereste nemmeno un centesimo in più, a portare avanti questo blog.

Il resampling: parliamone

Premessa:
Pensavo di parlare dei resampler come prossimo componente della guida dedicata a Foobar2000 ma mi rendo conto che prima di parlarne potrebbe essere il caso di cercare di capire il concetto alla base del “resampling”.

Premessa 2.0:
“resampling” e “upsampling” sono, spesso e volentieri, intercambiabili nel mondo audio.
Diciamo che, a livello generale, col primo si intende un incremento della frequenza di campionamento e col secondo un incremento della profondità del campionamento. Di fatto, però, le due cose vanno di pari passo per cui credo di poter dire che i resampler disponibili per Foobar2000, ma anche quelli integrati nei dispositivi di riproduzione, fanno entrambe le cose allo stesso tempo.

Premessa 3.0:
qualsiasi manipolazione di un segnale digitale non aggiunge, ripeto NON AGGIUNGE, nessuna informazione al segnale stesso. Il segnale di uscita, una volta convertito, avrà esattamente le stesse caratteristiche del segnale campionato in ingresso. ESATTAMENTE LE STESSE.
A patto che il resampling sia stato fatto a regola d’arte. Altrimenti le informazioni finali potrebbero anche essere minori/peggiori.

Premessa 4.0:
un resampling fatto male introduce errori di interpolazione, sotto forma di “aliasing”, sfasamenti (soprattutto agli estremi di banda), possibili oscillazioni sui transienti e una miriade di altre problematiche non da poco. Senza entrare nel magico mondo dei disturbi digitali veri e propri come jitter e compagnia.

Viste le premesse 3 e 4, però, è lecito chiedersi: perché in molti preferiscono abilitare gli algoritmi di ricampionamento quando ascoltano la musica da PC? E perché all’aumentare della risoluzione del file in riproduzione
O anche: perché le aziende produttrici di elettroniche investono, o hanno investito, in algoritmi di elaborazione del segnale che altro non sono se non DSP di resampling/upsampling integrati, a monte del DAC, nei loro dispositivi?

La risposta, nonostante tutto, è davvero semplice e si ricollega ad un concetto che ho già trattato nell’articolo “I DAC: Multibit e Delta-Sigma” e che è strettamente legato al fatto che la stragrande maggioranza dei dispositivi di conversione da digitale a analogico è basata sulla seconda famiglia di IC: i Delta-Sigma.

Se avete letto l’articolo, se non lo avete fatto dovreste, sapete che all’interno di un DAC ΔΣ (fa più figo usare le lettere greche) il segnale digitale in ingresso viene convertito in un segnale impulsivo ad alta frequenza (una sorta di PWM) che, opportunamente filtrato, costituisce il segnale analogico in uscita.
Il problema è che i moderni convertitori lavorano a frequenza e profondità di campionamento decisamente superiori a quelle di un CD e non sempre i DSP integrati, adibiti alla “pre-conversione” al formato di lavoro del DAC stesso, lavorano a regola d’arte e, comunque, sono spesso meno performanti di un processamento fatto ad hoc da un dispositivo esterno; indipendentemente dal fatto che si tratti di un PC o dell’FPGA/DSP che lavora su algoritmi proprietari del produttore (tipo l’Alpha Processing di Denon tanto per citarne uno).

Detto in parole povere: il resampling, fatto a monte del DAC, ha il compito di bypassare, il più possibile, il pre-processamento del segnale prima che questo arrivi al convertitore vero e proprio. Se poi tale processamento può essere fatto in modo controllato in tutte le sue variabili tanto meglio.
Più le operazioni di ricampionamento sono fatte a regola d’arte meno sporcizia entrerà nel convertitore ΔΣ e, di conseguenza, meno ne arriverà ai filtri di uscita del DAC per cui ci avremo meno artefatti, meno sfasamenti, meno fenomeni di ringing con conseguente maggior naturalezza dal suono riprodotto.

Tutto questo con un però:
se utilizzate un DAC che integra un processore di resampling “proprietario” potrebbe valere la pena lasciar lavorare unicamente quello perché i filtri temporali e di attenuazione di banda montati in uscita al convertitore potrebbero essere stati studiati e dimensionati proprio per andare a compensare il lavoro dei DSP installati a monte.
Tenete presente che la maggior parte degli audiofili che preferisce non ricorrere al resampling in Foobar2000, o nel software di riproduzione in uso, piuttosto che si limita ad un resampling “intero” (2x/4x e così via) ha generalmente a che fare con situazioni di questo tipo.