Spendor arrivate!

Peccato che gli stand, artigianali (e non fatti benissimo a livello di “struttura”) non hanno retto il viaggio con il corriere…

Da notare i “Ferri” di tenuta…

Si sa: di fronte agli imprevisti bisogna fare di necessità virtù e quindi…

Chi fa da se fa per tre!

Ora devo fare l’altro, rifinirli, installare le punte in acciaio, verniciarli e poi dovrebbero venire molto simili a questi

Gi HiFi Racks Fortis

Nuovi diffusori in arrivo

Ebbene si.
Ho fatto la “pazzia” e, approfittando di un annuncio su una nota piattaforma di annunci, mi sono accaparrato i diffusori dei miei sogni: una coppia di Spendor SP2/3R2 in finitura Cherry (così da fare l’abbinamento col centrale Spendor C3.2 anch’esso con impiallacciatura di ciliegio).

Le S3/5R2, attualmente utilizzate come diffusori Hi-Fi/Frontali, potrebbero finire come Surround (a patto di trovare dei supporti a parete “decenti” e un finale dedicato perché il sinto, sicuro, non riuscirebbe a muoverle a dovere). L’alternativa sarebbe quella di portarle in studio come monitor da scrivania pilotandole con un valvolare da pochi Watt…

Per ora resto in attesa di ricevere i nuovi diffusori, con i relativi stand, e godermeli per un po’.

Ah, per la cronaca, sono loro:

Spendor SP2/3R2

Dire Straits – Brothers in Arms: 20th Anniversary Edition (SACD Ibrido)

Il primo dei SACD da me acquistati grazie ad un’offerta su Amazon.it – non che in genere costi uno sproposito.

La cosa più divertente di questo disco è che fino al dicembre 2019 non sono mai stato in grado di ascoltare lo strato SACD perché sprovvisto di lettore per tale formato. Ho dovuto aspettare solo 7 anni per poterlo fare in casa mia…
E mi sono in parte ricreduto sulla bontà del formato: non tanto per la qualità intrinseca dello stesso quanto perche, effettivamente, il DAC all’interno del lettore lavora al suo meglio e il risultato si sente chiaramente.

Parto dal presupposto che il gruppo è tra i miei preferiti e che reputo questo disco, in questa edizione rimasterizzata, ben mixato, con una buona dinamica e grande spazialità. Faccio presente che si tratta di uno dei primi dischi ad essere registrato completamente in digitale.
Prendo ad esempio l’intro di “Why Worry” in cui i vari strumenti si armonizzano senza mai sovrapporsi ed occupando ognuno uno spazio ben definito, e facilmente intelligibile anche nel resto del brano.

Trovo ci sia poco da dire sulla qualità del disco sia dal punto di vista artistico che dal punto di vista sonoro anche se, devo ammetterlo, la versione Mobile Fidelity suona decisamente più naturale (ma ne parlerò in un altro post).
Un po’ tutti i dischi del gruppo possono essere ritenuti come esenti da critiche evidenti per quanto mi riguarda…

Passando ai valori aggiunti dello strato SACD, parlo di stereofonico non avendo un impianto multicanale, rispetto allo strato CD Red Book il primo fra tutti è proprio l’aumento della separazione tra gli strumenti, quello che alcuni chiamano “nero infrastrumentale“, unito ad un maggior realismo degli stessi in termini di complessità armonica e resa generale.
Potrebbe anche trattarsi, banalmente, di suggestioni autoindotte ma su “Why Worry” e, soprattutto, la title track del disco si tratta di sensazioni ben riscontrabili nell’attacco delle “plettrate” di Knopfler e nella matericità del tuono e della sua maestosità. Tutto quanto prende un corpo e una sostanza differente.

Riassumento: un disco da avere senza se e senza ma