Bisogna ammetterlo: col primo avvio ci ho messo troppo entusiasmo, troppa carne al fuoco, un po’ troppa tecnica e decisamente troppa carne al fuoco.
Tre “progetti” totalmente differenti da sviluppare in parallelo, senza aver mai chiuso un cerchio, e un sacco di idee utili solamente per incasinare ulteriormente il tutto hanno portato, di fatto, ad un’accozzaglia di sovrapposizioni e articoli scritti male e di fretta giusto per poter mettere una spunta accanto alla voce in scaletta.
Avevo fretta di finire il lavoro più che di farlo…
A tutto ciò bisogna aggiungere che mi ero pure messo a tradurre tutti gli articoli, e le pagine, già redatti perché vedevo una decina di accessi alla settimana dall’estero e non volevo fare torto a nessuno… Ed ho ridotto ulteriormente tempo ed energie utili alla stesura di nuovo materiale.
Disastro…
Lo “shadow ban” di Instagram* è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e che mi ha portato a ridimensionare questa esperienza al livello che volevo avesse inizialmente: un passatempo senza pretese utile a mettere nero su bianco le mie idee così da condividerle e, se possibile, portare la mia esperienza a supporto di altri.
Questa volta proverò a fare le cose con un po’ di testa e tentando di tenere fede ad una sorta di agenda redazionale che dovrebbe dettare i tempi di pubblicazione.
Vediamo se ne sarò capace…
