Ricordo che questa guida nasce dalla mia esperienza di configurazione di un MiniPC da installare nel rack dell’Hi-Fi e da comandare esclusivamente da remoto.
Anche se non dovesse essere il vostro caso vi consiglio di dare comunque una lettura a quanto segue; alcuni passaggi sono validi a priori. Anche se foste capitati qui per caso e non ve ne freghi nulla di riproduzione audio…
Avete il vostro bel PC nuovo fiammante e state per fare la prima accensione e, di conseguenza, il primo accesso al sistema.
Sia che abbiate tra le mani un portatile o un desktop, e indipendentemente dalla destinazione d’uso finale (rack dell’impianto senza monitor/mouse/tastiera o scrivania), la prima cosa da fare è approntare il sistema affinché ci si possa operare ed accendere la macchina.
Vi consiglio, CALDAMENTE, di collegarvi alla rete domestica tramite connessione ethernet (cablata) perché, generalmente, il modulo LAN è riconosciuto dal sistema anche in assenza di driver specifici e questo vi permetterà di lasciare all’installer di Windows l’onere di ricercare i driver più aggiornati per le varie periferiche ed installarli in totale autonomia senza che voi dobbiate preoccuparvi di alcunché se non di seguire la procedura guidata selezionando le varie opzioni disponibili in base alle vostre reali necessità sia in termine di servizi che volete attivi sia in termini di privacy che vorreste garantirvi.
Nel mio caso l’operazione completa ha richiesto una trentina di minuti al termine dei quali mi sono trovato di fronte ad una piattaforma Windows 10 Pro non ancora pienamente aggiornata ma con tutti i driver di sistema al posto giusto e nella loro versione più recente, loggato come utente amministratore e pronto a finire il lavoro di aggiornamento.
Il dettaglio in grassetto non è cosa da poco: l’utente di default che viene creato nella configurazione iniziale è un amministratore di sistema con tutti i pro e i contro che questo comporta. Il mio consiglio è di evitare che la vostra utenza “base” sia dotata di tali privilegi ma lascio a voi la decisione.
La prima cosa da fare, strano a dirsi, è avviare Windows Update e fare in modo che il sistema possa aggiornarsi all’ultima release.
Io non ho ancora capito come mai ma tutte le volte che mi sono trovato di fronte ad un’installazione ex-novo del sistema operativo Microsoft ho sempre avuto a che fare sia con aggiornamenti obbligati/consigliati dall’installazione automatica sia con aggiornamenti di sistema facoltativi la cui installazione va “forzata” selezionandoli. SEMPRE.
Detto ciò il nostro attuale compito è piuttosto semplice: lanciamo prima tutti gli aggiornamenti automatici, se ci sono, e riavviamo il sistema.
Verifichiamo che non siano comparsi altri aggiornamenti automatici, magari subordinati a quelli appena installati, (nel caso installiamo anche quelli e riavviamo di nuovo la macchina) e poi dedichiamoci a quelli facoltativi – se presenti.
Riavviamo per l’ennesima volta la macchina, facciamo un ulteriore check, e se non abbiamo nient’altro da installare possiamo ritenerci liberi di passare oltre.
Prima cosa da fare è premere Win+R (o aprire il menù Start), digitare “Pulizia disco“, avviare l’applicazione e rimanere sorpresi dal quantitativo di fuffa già presente sul nostro nuovo PC su cui abbiamo solamente installato Windows.
Una volta avviato, e terminato, il processo di pulizia facciamo ripartire la stessa utility, che troverà ancora qualcosa ma non preoccupiamocene per ora, e far partire la “Pulizia file di sistema“. L’analisi, così come la successiva pulizia, richiederà MOLTO più tempo e troverà MOLTA più fogna. Il mio consiglio, visto e considerato che il sistema è praticamente vergine, è quello di cancellare subito tutto ciò che si può cancellare senza troppe preoccupazioni. Non dovremmo rischiare di compromettere alcunché.
Una volta finita l’operazione di pulizia, ci vorrà il suo tempo in base anche alla tipologia di disco fisso montato sul sistema riavviamo (di nuovo) Windows, rifacciamo login e, strano ma vero, dovremmo poterci permettere di non pulire più nulla per un po’.
Analizziamo, quindi, cosa abbiamo tra le mani in questo momento:
Un bel PC Windows, completamente aggiornato, e ripulito dalla fuffa rilasciata dall’installazione/aggiornamento di Windows stesso, e pronto per essere configurato e reso pienamente operativo.
Nel mio caso dopo due ore di lavoro ero finalmente pronto a passare alla configurazione vera e propria del sistema.
Prima cosa da fare, in assoluto, è rendere il sistema accessibile da remoto e questo è il motivo per cui ho optato per una configurazione basata su Windows 10 Professional: è già tutto previsto dal sistema operativo e noi non dovremo fare nient’altro che attivare un’opzione dal pannello “Impostazioni”.
Nello specifico bisogna accedere alle impostazioni di sistema, l’icona a forma di ingranaggio a SX nel menù Start, da qui selezionare la voce “Sistema” (prima in alto a SX con l’iconcina di un PC) e andare alla scheda “Desktop remoto” e abilitare l’opzione “Abilita Desktop remoto”. Semplice no?
Ora saremo in grado, tramite l’applicazione “Microsoft Remote Desktop”, disponibile per praticamente tutte le piattaforme, di connetterci al nostro PC ed operare come se ci trovassimo di fronte ad esso senza troppi problemi. Per farlo dobbiamo, però, tenere presente alcuni dettagli:
- Il PC sarà accessibile o tramite indirizzo IP (nel mio caso è l’opzione più semplice perché ho configurato il server DHCP del router per assegnare un IP statico al dispositivo per cui è, e sarà, sempre quello) o tramite il “Nome PC” che viene indicato nella scheda di attivazione del servizio (e che, per quanto ne so, dovrebbe corrispondere anche al nome che la vostra macchina assume all’interno della LAN).
ATTENZIONE: Se decidete di connettervi tramite il “Nome PC”, cosa che personalmente non ho mai fatto, dovrete tenere presente che modificando lo stesso dalle impostazioni di sistema dovrete necessariamente tenerne conto in fase di connessione. - Il PC sarà accessibile, di default, solamente da utenti appartenenti al gruppo degli amministratori di sistema. Per poter accedere alla macchina con utenze “base” sarà necessario abilitare le stesse tramite il menù accessibile alla voce “Seleziona gli utenti che possono accedere in remoto a questo PC”.
- ll PC, anche se connesso alla rete e tranquillamente accessibile da remoto, potrebbe non rispondere ai ping per via delle impostazioni di default del firewall di Windows Defender. Di per sé questo è un non problema in assenza di problemi ma, considerando che da qui in avanti non avrò più modo di “vedere” lo schermo del PC ed accedervi direttamente potrebbe essere utile utilizzare il ping, appunto, come strumento di diagnostica per verificare che la macchina sia effettivamente avviata e connessa alla rete in caso di malfunzionamenti di qualsiasi tipo.
Se la macchina non dovesse rispondere ai ping basterà configurare il sistema affinché si renda visibile nella rete in questo modo:- Dalla schermata “Impostazioni di Windows” accediamo alla pagina “Rete e Internet”. Dovrebbe aprirsi la scheda “Stato” relativa alle impostazioni di rete
- Selezioniamo la voce “Modifica proprietà di connessione” e verifichiamo che sia attivato il profilo di rete “Privato”
- Selezioniamo, dall’elenco a SX, la connessione in uso (“Wi-Fi” o “Ethernet” che sia) e, dall’elenco a DX della schermata che si aprirà accediamo alle impostazioni di condivisione avanzate (“Modifica opzioni di condivisione avanzate”)
- Verifichiamo, quindi, che nel profilo “Privato” (che dovrebbe essere anche indicato come profilo correntemente attivo) le voci “Attiva individuazione rete” e “Attiva condivisione file e stampanti” siano abilitate. Qualora non lo fossero abilitiamole e salviamo le modifiche.
Una volta configurata la macchina affinché risponda ai ping e, soprattutto, per poterci accedere da remoto non dobbiamo fare nient’altro che riavviarla e verificare che la configurazione sia completamente funzionante.
Se la cosa riesce direi che possiamo spegnere il PC e spostarlo in quella che sarà la sua collocazione definitiva. Collegare l’alimentazione, il cavo ethernet (se vi connettete con cavo alla LAN) e il cavo USB che andrà al vostro DAC.
Accenderlo, mettervi comodi alla vostra scrivania (o comunque al dispostivo che d’ora in poi utilizzerete per le configurazioni di sistema) e andare avanti con il lavoro.
Lavoro che vedremo nel prossimo capitolo della guida…
